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...é dal 1923 che i nostri segnali si propagano nell’etere!

Prefazione

...da  

quando  

sono  

diventato  

socio  

e  

radioamatore  

avevo  

la  

curiosità  

di  

conoscere  

la  

storia  

e  

quant’altro  

riguardasse  

la  

“nostra  

sezione”,  

nel  

corso  

degli  

anni  

e  

nelle

occasioni  

di  

incontri  

in  

sezione  

con  

le  

“memorie  

storiche”  

(soci  

prima  

del  

1940)  

della  

sezione  

non  

ne  

ho  

avute  

molte,  

e  

nelle  

richieste  

di  

informazioni  

le  

risposte  

non

sempre  

erano  

chiare  

con  

la  

possibilità  

magari  

di  

verificarle,  

mi  

sono  

ripromesso  

così  

che  

con  

il  

tempo  

avrei  

avuto  

modo  

di  

raccogliere  

altri  

dati  

per  

metterli  

a

disposizione dei soci. Credo che tutti noi nel nostro intimo ad un certo punto della vita abbiamo voluto sapere e/o conoscere le nostre origini!

Dedico  

agli  

“Arini”  

e  

ai  

soci  

della  

Sezione  

ARI  

di  

Trieste,  

assieme  

agli  

ex  

soci  

e  

a  

tutti  

i  

visitatori  

di  

queste  

pagine  

web  

radioamatori,  

o  

semplici  

radio  

appassionati  

,  

la

mia  

ricostruzione  

affinché  

abbiano  

l’opportunità  

di  

venire  

a  

conoscenza  

della  

storia  

e  

delle  

vicissitudini  

di  

questo  

sodalizio  

con  

i  

problemi  

dei  

  

quali  

essi  

hanno  

dovuto

confrontarsi  

e  

condividere  

  

nei  

primi  

anni  

della  

nascita  

e  

successivamente  

nel  

corso  

della  

II  

guerra  

mondiale  

come  

pure  

nell’immediato  

dopo  

guerra.  

Nel  

racconto  

io

partirò  

dall’anno  

1923  

e  

proseguirò  

fermandomi  

alla  

metà  

degli  

anni  

‘50,  

anche  

per  

far  

conoscere  

come  

i  

radioamatori  

di  

questa  

città  

siano  

stati  

penalizzati  

non

potendo  

usufruire  

delle  

frequenze  

per  

le  

varie  

sperimentazioni  

di  

studio  

della  

radio  

stessa,  

questo  

dovuto  

a  

tutte  

le  

peripezie  

di  

Trieste  

dopo  

l’ultimo  

conflitto.  

I  

primi

20  

anni  

sono  

stati  

difficili  

da  

ricostruire,  

ma  

dopo  

aver  

esaminato  

diverse  

documentazioni  

dell’archivio  

ed  

essere  

venuto  

in  

possesso  

di  

altro  

materiale  

che  

riguardava  

il

passato  

dei  

radioamatori  

della  

sezione  

A.D.R.I.  

e  

poi  

A.R.I.  

di  

Trieste,  

ritengo  

soddisfacente  

il  

risultato  

raggiunto,  

infine  

quanto  

da  

me  

raccolto  

è  

stato  

approvato  

dal

direttivo (2013/15) affinché sia reso  pubblico in queste pagine.

Per  

concludere;  

a  

mio  

parere  

posso  

dire  

che  

nella  

vita  

associativa  

poco  

o  

nulla  

è  

cambiato  

nel  

tempo,  

oggi  

a  

quasi  

un  

secolo  

di  

distanza  

i  

problemi  

sono  

molto  

simili  

a

quelli  

di  

allora,  

l’unica  

cosa  

cambiata  

di  

certo  

in  

questi  

cent’anni  

sono  

le  

nostre  

apparecchiature,  

grandissime  

e  

di  

diversi  

chilogrammi  

allora,  

alle  

piccolissime  

di  

pochi

centimetri quadrati e pochi grammi di oggi, come similmente purtroppo anche i nostri cuori.  

Trieste, 14 luglio 2015

Luigi Popovic - IV3KAS ©

 

il nostro inizio...   Agli   inizi   del   primo   900   ci   vennero   dati   diversi   appellativi   per   cui   quelli che     oggi     vengono     chiamati     radioamatori,     all’inizio     erano     radio sperimentatori,   poi      radio   appassionati,   ma   soltanto   dopo   la   fine   della 2ª   guerra   mondiale,   la   categoria   venne   chiamata   "RADIANTI",   e   in   tempi più recenti radioamatori. Purtroppo   in   Italia   dopo   l'invenzione   di Marconi   non   fu   possibile   trasmettere   da parte    degli    sperimentatori,    in    quanto questo       "privilegio"       era       concesso solamente    ai    militari    ed    alle    poste    e telegrafi,   addirittura   nei   primi   anni   non era   permesso   nemmeno   ricevere,   visto che    le    trasmissioni    erano    segrete    e quindi      l'ascolto      era      assolutamente vietato!        Solamente    nel    1913    furono concesse    le    prime    autorizzazioni    ad installare     le     prime     antenne     per     la ricezione,    ma    questa    parentesi    durò pochissimo   tempo   solamente   tre   mesi, purtroppo alle porte c'era già l'aria della grande guerra! Alcuni   anni   dopo,   alla   fine   del   primo   conflitto,   nel   1921   in   Europa iniziarono   ad   essere   attive   le   prime   Broadcasting,   con   questo   evento europeo   immediatamente   dopo,   in   Italia   furono   stabilite   da   parte   dello stato   le   regole   per   chi   voleva   possedere   i   primi   ricevitori   e   fare   i   primi ascolti,    nel    frattempo    iniziavano    a    formarsi    i    primi    Radio    Club   nell'attesa                che giungesse    ai    dilettanti la       concessione       per trasmettere.   In   Italia   i primi    radiodilettanti    a ricevere   la   concessione a     trasmettere     furono Giulio      Salom      il      1 dicembre    1923    con    il nominativo       i1MT       e successivamente    il    15 gennaio   1924   a   Venezia Adriano    Ducati    i1ACD, che   il   25   gennaio   1924 collegò    per    la    prima volta   una   stazione   degli Stati   Uniti   U1MO   con   un'apparecchiatura   da   lui   auto   costruita   con   una potenza   di   100   watt   e   sui   112   metri,   (Adriano   Ducati   e   suo   fratello Bruno   frequentavano   l’istituto   tecnico   Oberdan   di   Trieste   poiché   il padre funzionario governativo lavorava a Trieste) . 1923   -   Un   Radio   Club   a   Trieste,   così   iniziava   un   breve   articolo   sul Radio   Giornale   numero   1   del   1924   a   pag.   24   e   proseguiva:   Da   Trieste riceviamo   notizia   che   è   stato   fondato   un   Radio   Club   con   intendimenti eguali   ai   confratelli   nazionali   e   d’oltralpe   e   già   forte   di   150   soci.” Ecco   l’elenco   della   nuova   direzione:   Presidente   Avv.   G.   Mecozzi;   vice- pres.   A.   Tinta;   segretario   M.   Martelli;   cassiere   Pilade   Basilio;   Direttori Zorzenoni, Canz, Pelizzon, dott. Luzzatto, prof. Furlani, ing. Sornig. Aprile   1924   una   mostra   della   Radio   a   Trieste,   da   poco   costituitosi   il Radio      Club      organizzava      un esposizione     di     radiotelegrafia sia        dei        dilettanti        che dell’industria,   allo   scopo   di   far diffondere      e      conoscere      la radiotecnica.     Per     l’occasione venne     istituita     una     speciale commissione   che   aveva   lo   scopo di       controllare       il       perfetto funzionamento   degli   apparecchi e   verificare   se   erano   completi   degli   schemi,   inoltre   gli   organizzatori registravano      tutti      gli      apparecchi      presenti      con      le      principali caratteristiche.   In   seguito   alcuni   soci   in   più   occasioni   hanno   collaborato con il Radio Giornale, inviando articoli e progetti vari. Erano   già   molti   nel   1924   i      soci      della      sezione triestina     che     aderirono alla        neo        costituita A.D.R.I.          Associazione Dilettanti        Radiotecnici Italiani      con      sede      a Milano,     in     seguito     nel 1926   l’A.D.R.I.   si   fondeva con    R.C.N.I.    Radio    Club Nazionale     Italiano     che aveva     come     presidente onorario   il   Sen.   Guglielmo Marconi,    così    da    questa fusione   il   1   gennaio   1927 nasceva                  l’A.R.I. Associazione   Radiotecnica Italiana   e   con   la   fusione delle    due    associazioni    il Radio     Giornale     diviene l’organo                ufficiale dell’A.R.I.,    da    ricordare che    Guido    Nardini    i1DI socio    del    Radio    Club    di Trieste      è      stato      un      “socio fondatore”   dell’A.R.I..   Il   delegato provinciale      della      sezione      di Trieste    fu    Forti    Carlo    i1FC    e alcuni   mesi   dopo   lo   sostituiva   i1DI Guido   Nardini,   lo   scopo   di   queste nomine    era    anche    quello di     coordinare     le     varie attività       dei       “radianti triestini”    ,    di    curare    gli interessi   dei   soci   tramite la    A.R.I.    nazionale    e    il Governo   per   il   rilascio   di nuove    licenze,    oltre    che per   aumentare   la   cultura scientifica    dei    soci    sulle varie                       attività radiantistiche       di       ogni angolo della terra. Nei   nostri   archivi    la   documentazione   della   vita   associativa   che   va   dalla sua   nascita   nel   1923   al   1943,di   questo   periodo   purtroppo   si   sono   perse le   tracce   del   radiantismo   triestino   (magari   forse   a   casa   di   qualche erede   si   troverà   ancora   qualcosa,   ma   i   nuovi   proprietari   probabilmente non    sono    a    conoscenza    del    “valore    storico”    di    questi    documenti). Purtroppo   la   gran   parte   di   questa   “perdita”   è   dovuta   agli   avvenimenti accaduti   dopo   l’8   settembre   del   1943,   immediatamente   dopo   questa data    l’A.R.I.    nazionale    sospese    tutte    le    sue    attività    compresa    la pubblicazione   del   ”Il   Radio   Giornale”,   il   presidente   i1RG   Montù   per sfuggire   ai   bombardamenti   si   trasferì   sul   lago   di   Como,   ma   anche   per sottrarsi       alla       polizia tedesca,    che    era    molto “esigente”      e      che      lo perseguitava     in     quanto loro         volevano         che venissero    consegnati    gli elenchi    di    tutti    i    soci, prevedendo   tutto   ciò   egli li     anticipava     bruciando tutta    la    documentazione dei   Soci   A.R.I.   e   la   stessa cosa   provvedevano   a   fare le altre sezioni in Italia. Dopo     i     gravi      decisivi eventi   la   sezione   A.R.I.   di Trieste     il     10     dicembre 1945    rivide    nuovamente la   luce,   nelle   pagine   del “Il   Radio   Giornale”   nel   1      di      gennaio/febbraio 1946   nella   rubrica   “Dalle Sezioni”scriveva così: TRIESTE   ~   Il   10   dicembre   1945 si   sono   riuniti   21   soci   della   ARI   i quali         hanno         deciso         la costituzione     di     una     Sezione Triestina   della   ARI.   A   Presidente della Sezione è stato eletto il sig. Walter Horn i1MK. Come    illustrato    (vedi    qui    sopra)    nell’editoriale    nel    Radio    Giornale 1/1946;   Walter   Hom   (Trieste.)   che   per   aver   diretto   un   movimento insurrezionale    giuliano    da    cui    originò    l'E.C.I.A.C.,    fu    arrestato    e deferito   al   Tribunale   Speciale,   internato   all’   Aquila,   ed      inviato   poi   ad una    compagnia    di    disciplina    in    Grecia    da    cui    evase    per    arruolarsi nell'Ellas,   poi   catturato   dai   Tedeschi   nel   1944   e   internato   nel   KZ-Lager Mauthaus.    Dopo   la   guerra   insegnò   presso   l’istituto   A.   Volta   a   Trieste, collaborò    anche    con    il    QST,    uno    dei    suoi    articoli    “A    High-Precision Permeability-Tuned VFO”, QST July 1964. Un’altro    socio    da    ricordare    è    Paolo    Padovani    i1MJ    già    delegato provinciale   dell’A.R.I.   per   la   sezione   di Trieste   prima   dello   scoppio   della II   guerra   mondiale,   sempre   sullo   stesso   numero   ricordava   così:   Paolo Padovani   che   fece   funzionare   una   radiostazione   clandestina   a   Roma   per i collegamenti col Sud e con le bande del Lazio. Nel   numero   3/1946   del   “Radio   Giornale”   scriveva:    Il   consocio   Ten.   Villi Claudio    della    Sezione    Trieste,    comandante    di    un    reparto    indiano dell'VIII    Armata    nella    campagna    d’Italia,    è    stato    in    questi    giorni proposto per la Medaglia d'oro al Valor Militare, per meriti di guerra. Come   andava   a   Trieste ;   la   situazione   radiantistica   in   Italia   in   qualche modo    andava        normalizzandosi    e    il    Governo    Italiano    su    pressioni dell’A.R.I.   nazionale   era   intenzionato   a   dare   delle   licenze   provvisorie, ma    nel    1°    Congresso    A.R.I.    del    dopo    guerra,    avvenuto    il    20-21 settembre   1946   dove   era   presente   anche   la   sezione   di   Trieste   con   il presidente    e    altri    tre    rappresentanti,    Horn,    Nardini,    Camauli    e Ortensio,    nel    O.d.G.    c’era    il    punto    delle    licenze    provvisorie,    ma l’assemblea   dava   un   voto   contrario   a   questa   possibilità,   pertanto   venne deliberato    di    attendere    l’uscita    del    decreto    ministeriale    definitivo. Alcuni   mesi   dopo   le   prime   licenze   venivano   ripristinate,   e   in   mancanza di   documentazioni   come   già   indicato   sopra   il   ministero   consegnava   una cinquantina   di   licenze   in   parti   eguali   tra   i   soci   delle   due   associazioni, A.R.I. e R.C.I. le quali in qualche modo fungevano anche da “garanti”. A Trieste   purtroppo    la   situazione   era   ben   diversa   e   le   decisioni   prese   in Italia   sul   tema   delle   licenze   radioamatoriali   non   toccava   minimamente   i radianti      triestini,      in      quanto      l’interlocutore      per      Trieste      era esclusivamente   il   G.M.A.   Governo   Militare   Alleato.   Nei   confronti   degli O.M   triestini   vi   erano   continue   perquisizioni   e   varie   restrizioni,   il   30 novembre   1946   arrivava   da   parte   del   Governo   Militare Alleato   il   divieto     dell’esercizio   di   tutte   le   radio-stazioni   dilettantistiche   nella   Venezia Giulia,   purtroppo   a   nulla   valsero   i   continui   contatti   con   l’A.I.S.   e   G.M.A. da    parte    del    presidente    Horn    i1MK    e    del    segretario    Candussi    i1ML portando    a    casa    scarsissimi    risultati,    il    6    dicembre    1946    ambedue davano   le   dimissioni   dalle   loro   cariche   e   sottolineavano:   “Rimaniamo tuttavia   soci   indipendenti   dell’A.R.I.,   alla   quale   ci   sentiamo   da   molti anni legati, e ci auguriamo che questa situazione migliori... ecc.”.  Comunque     continuavano      con     grande     fatica     i     colloqui     con     il responsabile           delle telecomunicazioni        il “Major      Hayward”      T      Office A.M.G.   Trieste,   e in    aprile    del    1947    la sezione       di       Trieste stilava    uno    schema    di regolamento      per      la concessione    di    licenze radiantistiche       e       le presentava     agli     uffici del   G.M.A..   Dopo   2   anni di               interminabili trattative         con         il Governo             Militare Alleato,    finalmente    a maggio   del   1948   erano arrivate     le     prime     9 a   u   t   o   r   i   z   z   a   z   i   o   n   i     provvisorie    (da    notare che   questi   soci   avevano già   precedentemente   la licenza     italiana),     nel contempo       all’interno della    sezione    si    costituiva    anche    su    invito    delle    autorità    delle Telecomunicazioni   del   Governo   Militare   Alleato,      il   “GRUPPO   RADIANTI TRIESTINI”,   così   da   agevolare   le   nuove      autorizzazioni   lo   statuto   e   il regolamento   venivano   presentati   a   meta   agosto   ai   soci,   lo   scopo   della nascita   di   questo   gruppo   era   anche   quello   di   contrastare   l’iniziativa   di un   gruppo   di   dissidenti   locali,   cioè A.R.A.T.     Associazione   Radio Amatori Triestini. Ad   ogni   modo   le   licenze      erano   provvisorie   ed   avevano   la   durata   di   un
mese   rinnovabili,      autorizzato   a   ritirarle   presso   l’ufficio   preposto   del   G.M.A.     era   solamente   un   socio   della   sezione   indicato   e   delegato   dal   presidente   della sezione ARI di Trieste/Gruppo Radianti Triestini. Dal16   al   30   settembre   1948    la   sezione   ha   partecipato   presso   la   stazione marittima    alla    “Fiera    Internazionale    di    Trieste”    nello    stand    denominato “Stand ARI”   ospitati   negli   spazio   del   negozio   triestino   “Radio   Sponza”   laddove il     proprietario     era     socio della     sezione,     in     questo stand   c’erano   progetti   dei soci    della    sezione,    auto- costruzioni,     trasmettitori, VFO,   ricevitori   ed   altro.   Al castello      di      San      Giusto veniva         installato         un ripetitore     di     20     watt     a 59,320    MHz    controllato    a cristallo     e     lo     scopo     di questo     ripetitore     era     di dare       risalto       e       fare pubblicità    all’evento,    alla fine    è    stata    prodotta    una relazione “tecnico/finanziaria”, per una visione completa  clicca qui! 1949,    a    ottobre    viene    organizzata    una    visita    guidata    ai    ripetitori    della Stazione   di   Monte   Radio   di   proprietà   del“Ente   Radio   Trieste”   a   cui      hanno partecipato   poco   meno   di   venti   soci.   Purtroppo   i   radioamatori   triestini   o "radianti         triestini" continuavano           ad essere     tenuti     sotto controllo   e   più   volte subivano   controlli   da parte      delle      forze alleate     alle     proprie stazioni,   e   in   diverse occasioni                   il Presidente           della sezione    i1DI    dovette presentarsi    presso    il Quartier         generale delle     Forze     Alleate per        comunicazioni che riguardavano gli associati. fino   il   1952    non   ci   sono   stati   fatti   particolari da    segnalare,    nel    1951    dal    16-17    giugno    la sezione   ha   prestato   assistenza   al   giro   Vespistico "AUDAX"    1000    km    con    partenza    da    Brescia toccando    le    città:    Treviso,    Trieste,    Bologna, Milano   e   chiudendo   nuovamente   con   Brescia. Nel   periodo   che   descriviamo   ci   sono   state   delle richieste   di   iscrizione   alla   nostra   sezione   di   due radianti,     uno     da     Monfalcone     e     l'altro     da Turiacco   in   provincia   di   Gorizia.   In   quel   epoca   i     radianti   triestini   si   lamentavano   per   i   diversi disturbi    che    dovevano    subire    da    parte    dei radianti     delle     forze     alleate     che     usavano apparati      tx            da      800/1000      watt      non permettendo    agli    OM    triestini    di    svolgere    i normali   qso   serali   in   quanto   penalizzati   dai   100 watt rispetto ai radianti militari settembre   1953   i   radianti   triestini   organizzano   il   primo   Field-day   italiano   dal M.te    Belvedere    al    quale    vi    parteciparono    diversi    radioamatori    triestini    e alcuni   delle   truppe   alleate,   per   l'occasione   furono   fatte   da   I1YCF   Italo   TEJA delle     riprese     in     8mm     le quali    si    possono    visionare direttamente     da     qui,     (il filmato     fu     pubblicato     da Italo   su   Youtube   il   20   marzo 2012)       e,       da       questa iniziativa,   a   seguire   poi,   per lunghi   anni   troviamo   come manager   italiano   di   questa attività   in   portatile   il   nostro socio   i1BLF   “Jack”   Venanzio Mior. Vedi altre foto! 1954,   attività   radiantistica   già   dai   primi   mesi   molto   intensa,   a   febbraio   e marzo    si    era    tenuto    il    corso    di    telegrafia    dove    si    prevedevano    anche esercitazioni   in   aria   precisamente   a   14,345   Kc,   le   stesse   venivano   effettuate quattro   volte   alla   settimana   dalle   21   alle   22,   in   aprile   un   gruppo   di   OM partecipava   al   contest   "Relaya"   in   VHF   trasmettendo   in   portatile   da   Santa Croce   (TS),   poi   ci   sono   state   partecipazioni   anche   ad   altri   contest   in   UHF.   Un assistenza   al   giro   triestino   del   "Vespa   Club"   e   varie   assistenze   di   gare   di canottaggio.    Aveva    suscitato    molto    interesse tra   i   partecipanti   la   visita   presso   gli   impianti   di trasmissione   e   ricezione   della   locale   stazione costiera.   Ci   si   preparava   per   il   2°   Field   day   che avveniva    il    12    settembre    a    Prosecco    dalla "Vedetta   Italia".   L'undici   dicembre   si   svolsero   gli esami    con    i        nuovi    criteri,    ai    quali    erano      previsti anche degli esoneri. Nella foto: i1YCF Italo autore del cortometraggio (clicca sull’immagine per ingrandirla) Ottobre   1954   ...il   ritorno   di   Trieste   all'Italia , la      situazione      "politica"      a      Trieste      stava cambiando,    i    giornali    stampati,    e    i    radio giornali   riportavano   tutti   le   notizie   dell'annessione   di   Trieste,   iniziavano   ad arrivare   al   segretario   i   primi   telegrammi   di   felicitazioni   per   l'annessione   di Trieste   all'Italia,   Genova   e   Torino   furono   i   primi,   e   poi   seguirono   altri,   dell'ARI nazionale...    con    un    mese    di    ritardo,    il    segretario    i1BLF    lo    segnalava    e fortemente   sottolineava   questo   fatto   in   una   lettera   datata   21   ottobre   1954 indirizzata   alla   Segreteria   Generale   dell'ARI   di   Milano,   dove   successivamente su   Radio   Rivista   N°   11   e   in   telegramma   il   Presidente   dell'ARI   nazionale   Dr. Sesia    riflettevano    i    sentimenti    dell'ARI    tutta,    in    occasione    del    ritorno    di Trieste all'Italia. Congresso   Nazionale   ARI   a   Trieste    il   10   e   11settembre   1955,   la   sezione   di Trieste   aveva   ospitato   il   congresso   al   quale      parteciparono   150   radioamatori di   tutta   Italia   e   simpatizzanti,   erano   presenti   anche   OM   di   San   Marino,   tra   gli ospiti      la      Sovrintendenza PPTT      di      Trieste      e      il Reggente    di    Trieste    Radio, sono     stati     accolti     per     il benvenuto   in   municipio,   poi a     san     Giusto,     congresso all'aperto   e,   pranzo   sociale a    Monrupino    (TS)    altipiano carsico,      pomeriggio      giro turistico      in      città.      per l'occasione                vennero distribuiti diversi souvenir. Clicca qui per vedere l’Album Per   concludere...    Dopo   quasi   un   secolo   della   nascita   del   nostro   sodalizio,   a oggi,   molti   segnali   sono   stati   inviati   nel   etere   dai   radio   appassionati,   radianti e   radioamatori,   come   oggi   veniamo   definiti,   tra   le   nostre   file   vi   sono   stati personaggi    che    in    qualche    modo    hanno    contribuito    allo    sviluppo    e    alla crescita   del   radiantismo   e   non   solo   nella   nostra   città,   una   Trieste   che   da sempre   é   stata   un   po'   particolare   e   dove   in   molte   occasioni   si   è   trovata   in qualche modo anche penalizzata. Oggi      nei   tempi   degli   smartphone,   tablet   o   altre   diavolerie   moderne,   quando si   ha   la   possibilità   di   fare   radio   con   l’aiuto   del   proprio   personal   computer   e magari   in   modo   remoto,   oggi   le   nostre   apparecchiature   non   sono   più   come nel    passato    di    grandi    dimensioni    e    non    necessitano    di    più    elementi    per allestire     una     stazione     radio     così     togliendoci     di     molto     il     gusto dell'autocostruzione    in    quanto    il    mercato    d’oggi    ci    offre    apparati    radio rispetto a ieri di ridottissime dimensioni. Oggi   nei   tempi   di   internet   dove   il   comune   cittadino   non   ha   problemi   di   come comunicare,   la   Sezione   Enrico   Davanzo   I1DVO   di   Trieste   può   contare   su   120 soci   e   avviando   sempre   nuove   leve   nel   mondo   dell'etere.   Per   celebrare   la continuità   dei   propri   92   anni   della   fondazione   dei   "Radianti   Triestini"   e   la ricorrenza   degli   88   anni   di   appartenenza   all'   ARI,   si   è   voluto   ricordare   questo momento   istituendo   il   diploma   "...in   Aria   dal   1923   e   dal   1927   -   2015,   88   anni di A.R.I. a Trieste!". di Luigi Popovic - IV3KAS © 1 settembre 2015 Bibliografia Radio Giornale 1/1924 Radio Giornale 1/1946 Radio Rivista 4/1948 ARI 70 anni dalla fondazione Archivi di sezione 1946/1955   Non   è   permesso    copiare   in   parte   o   totalmente   quanto   pubblicato   in questa    pagina    (o    nelle    pagine    allegate)    oppure    linkare    senza l'autorizzazione scritta dell'autore.
Ricevuta del modulo di iscrizione nel 1924 del Radio Club Trieste
Le richieste mensili per le licenze provisorie GMA dopo il '48 La Provincia di Trieste nel 1923 Lista soci A.R.I. nel 1948 con licenza TLT Brochure "Fiera Internazionale di Trieste - Stand A.R.I. Trieste sett. 1948" Percorso vespistico trofeo "Citta di Trieste" 16 maggio 1954
I1YCF Italo alle prese con un apparato portatile americano anche chiamato "banana" modificato per uso radioamatoriale I1YCF Italo alle prese con un apparato portatile americano anche chiamato "banana" modificato per uso radioamatoriale
il diploma dell’evento;  …in aria dal 1923 …e dal 1927 - 2015 88, anni di A.R.I. a Trieste!
Logo dell’evento

...e dal 1923 che i nostri segnali si propagano nell’etere!

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il nostro inizio... Agli   inizi   del   primo   900   ci   vennero   dati   diversi   appellativi   per   cui quelli   che   oggi   vengono   chiamati   radioamatori,   all’inizio   erano   radio sperimentatori,   poi      radio   appassionati,   ma   soltanto   dopo   la   fine della   2ª   guerra   mondiale,   la   categoria   venne   chiamata   "RADIANTI",   e in tempi più recenti radioamatori. Purtroppo   in   Italia   dopo   l'invenzione   di   Marconi   non   fu   possibile trasmettere    da    parte    degli    sperimentatori,    in    quanto    questo "privilegio"    era    concesso    solamente    ai    militari    ed    alle    poste    e telegrafi,   addirittura   nei   primi   anni   non   era   permesso   nemmeno ricevere,   visto   che   le   trasmissioni   erano   segrete   e   quindi   l'ascolto era   assolutamente   vietato!      Solamente   nel   1913   furono   concesse   le prime   autorizzazioni   ad   installare   le   prime   antenne   per   la   ricezione, ma   questa   parentesi   durò   pochissimo   tempo   solamente   tre mesi,    purtroppo    alle    porte    c'era    già    l'aria    della    grande guerra! Alcuni   anni   dopo,   alla   fine   del   primo   conflitto,   nel   1921   in Europa   iniziarono   ad   essere   attive   le   prime   Broadcasting, con   questo   evento   europeo   immediatamente   dopo,   in   Italia furono   stabilite   da   parte   dello   stato   le   regole   per   chi   voleva possedere    i    primi    ricevitori    e    fare    i    primi    ascolti,    nel frattempo     iniziavano     a     formarsi     i     primi     Radio     Club   nell'attesa    che    giungesse    ai    dilettanti    la    concessione    per trasmettere.   In   Italia   i   primi   radiodilettanti   a   ricevere   la   concessione   a   trasmettere   furono Giulio   Salom   il   1   dicembre   1923   con   il   nominativo   i1MT   e   successivamente   il   15   gennaio   1924   a Venezia   Adriano   Ducati   i1ACD,   che   il   25   gennaio   1924   collegò   per   la   prima   volta   una   stazione degli   Stati   Uniti   U1MO   con   un'apparecchiatura   da   lui   auto   costruita   con   una   potenza   di   100   watt e   sui   112   metri,   (Adriano   Ducati   e   suo   fratello   Bruno   frequentavano   l’istituto   tecnico   Oberdan di Trieste poiché il padre funzionario governativo lavorava a Trieste) . 1923   -   Un   Radio   Club   a   Trieste,   così   iniziava   un   breve   articolo   sul   Radio   Giornale   numero   1   del 1924   a   pag.   24   e   proseguiva:   Da   Trieste   riceviamo notizia    che    è    stato    fondato    un    Radio    Club    con intendimenti     eguali     ai     confratelli     nazionali     e d’oltralpe   e   già   forte   di   150   soci.   Ecco   l’elenco   della nuova   direzione:   Presidente   Avv.   G.   Mecozzi;   vice- pres.    A.    Tinta;    segretario    M.    Martelli;    cassiere Pilade   Basilio;   Direttori   Zorzenoni,   Canz,   Pelizzon, dott. Luzzatto, prof. Furlani, ing. Sornig. Aprile   1924   una   mostra   della   Radio   a   Trieste,   da poco     costituitosi     il     Radio     Club     organizzava     un esposizione   di   radiotelegrafia   sia   dei   dilettanti   che   dell’industria,   allo   scopo   di   far   diffondere   e conoscere   la   radiotecnica.   Per   l’occasione   venne   istituita   una   speciale   commissione   che   aveva lo    scopo    di    controllare    il    perfetto    funzionamento    degli    apparecchi    e    verificare    se    erano completi   degli   schemi,   inoltre   gli   organizzatori   registravano   tutti   gli   apparecchi   presenti   con   le principali   caratteristiche.   In   seguito   alcuni   soci   in   più   occasioni hanno   collaborato   con   il   Radio   Giornale,   inviando   articoli   e progetti vari. Erano   già   molti   nel   1924    i   soci   della   sezione   triestina   che aderirono   alla   neo   costituita   A.D.R.I.   Associazione   Dilettanti Radiotecnici   Italiani   con   sede   a   Milano,   in   seguito   nel   1926 l’A.D.R.I.   si   fondeva   con   R.C.N.I.   Radio   Club   Nazionale   Italiano che   aveva   come   presidente   onorario   il   Sen.   Guglielmo   Marconi, così    da    questa    fusione    il    1    gennaio    1927    nasceva    l’A.R.I. Associazione   Radiotecnica   Italiana   e   con   la   fusione   delle   due associazioni     il     Radio     Giornale     diviene     l’organo     ufficiale dell’A.R.I.,   da   ricordare   che   Guido   Nardini   i1DI   socio   del   Radio Club    di   Trieste    è    stato    un    “socio    fondatore”    dell’A.R.I..    Il delegato   provinciale   della   sezione   di   Trieste   fu   Forti   Carlo   i1FC e   alcuni   mesi   dopo   lo   sostituiva   i1DI   Guido   Nardini,   lo   scopo   di queste   nomine   era   anche   quello   di   coordinare   le   varie   attività dei   “radianti   triestini”   ,   di   curare   gli   interessi   dei   soci   tramite la   A.R.I.   nazionale   e   il   Governo   per   il   rilascio   di   nuove   licenze ,oltre   che   per   aumentare   la   cultura   scientifica   dei   soci   sulle varie attività radiantistiche di ogni angolo della terra. Nei   nostri   archivi    la   documentazione   della   vita   associativa che   va   dalla   sua   nascita   nel   1923   al   1943,di   questo   periodo purtroppo   si   sono   perse   le   tracce   del   radiantismo   triestino (magari   forse   a   casa   di   qualche   erede   si   troverà   ancora qualcosa,   ma   i   nuovi   proprietari   probabilmente   non   sono   a conoscenza    del    “valore    storico”    di    questi    documenti). Purtroppo   la   gran   parte   di   questa   “perdita”   è   dovuta   agli avvenimenti     accaduti     dopo     l’8     settembre     del     1943, immediatamente    dopo    questa    data    l’A.R.I.    nazionale sospese   tutte   le   sue   attività   compresa   la   pubblicazione   del ”Il   Radio   Giornale”,   il   presidente   i1RG   Montù   per   sfuggire ai   bombardamenti   si   trasferì   sul   lago   di   Como,   ma   anche   per   sottrarsi   alla   polizia   tedesca,   che era   molto   “esigente”   e   che   lo   perseguitava   in   quanto   loro   volevano   che   venissero   consegnati   gli elenchi   di   tutti   i   soci,   prevedendo   tutto   ciò   egli   li   anticipava   bruciando   tutta   la   documentazione dei Soci A.R.I. e la stessa cosa provvedevano a fare le altre sezioni in Italia. Dopo   i   gravi    decisivi   eventi   la   sezione   A.R.I.   di   Trieste   il   10 dicembre   1945   rivide   nuovamente   la   luce,   nelle   pagine   del   “Il Radio    Giornale”    nel    N°    1    di    gennaio/febbraio    1946    nella rubrica “Dalle Sezioni”scriveva così: TRIESTE   ~   Il   10   dicembre   1945   si   sono   riuniti   21   soci   della ARI    i    quali    hanno    deciso    la    costituzione    di    una    Sezione Triestina   della ARI. A   Presidente   della   Sezione   è   stato   eletto il sig. Walter Horn i1MK. Come   illustrato   (vedi   qui   a   fianco)   nell’editoriale   nel   Radio Giornale   1/1946;   Walter   Hom   (Trieste.)   che   per   aver   diretto un     movimento     insurrezionale     giuliano     da     cui     originò l'E.C.I.A.C.,    fu    arrestato    e    deferito    al    Tribunale    Speciale, internato   all’   Aquila,   ed      inviato   poi   ad   una   compagnia   di disciplina   in   Grecia   da   cui   evase   per   arruolarsi   nell'Ellas,   poi catturato    dai    Tedeschi    nel    1944    e    internato    nel    KZ-Lager Mauthaus.    Dopo   la   guerra   insegnò   presso   l’istituto   A.   Volta   a Trieste,   collaborò   anche   con   il   QST,   uno   dei   suoi   articoli   “A High-Precision     Permeability-Tuned     VFO”,     QST     July     1964. Un’altro   socio   da   ricordare   è   Paolo   Padovani   i1MJ   già   delegato provinciale    dell’A.R.I.    per    la    sezione    di    Trieste    prima    dello scoppio   della   II   guerra   mondiale,   sempre   sullo   stesso   numero   ricordava   così:   Paolo   Padovani   che fece   funzionare   una   radiostazione   clandestina   a   Roma   per   i   collegamenti   col   Sud   e   con   le bande   del   Lazio.    Nel   numero   3/1946   del   “Radio   Giornale”   scriveva:    Il   consocio   Ten.   Villi Claudio    della    Sezione    Trieste,    comandante    di    un    reparto    indiano    dell'VIII    Armata    nella campagna   d’Italia,   è   stato   in   questi   giorni   proposto   per   la   Medaglia   d'oro   al   Valor   Militare,   per meriti di guerra. Come    andava    a    Trieste ;    la    situazione    radiantistica    in    Italia    in    qualche    modo    andava      normalizzandosi   e   il   Governo   Italiano   su   pressioni   dell’A.R.I.   nazionale   era   intenzionato   a   dare delle    licenze    provvisorie,    ma    nel    1°    Congresso   A.R.I.    del    dopo    guerra,    avvenuto    il    20-21 settembre   1946   dove   era   presente   anche   la   sezione   di   Trieste   con   il   presidente   e   altri   tre rappresentanti,   Horn,   Nardini,   Camauli   e   Ortensio,   nel   O.d.G.   c’era   il   punto   delle   licenze provvisorie,    ma    l’assemblea    dava    un    voto    contrario    a    questa    possibilità,    pertanto    venne deliberato   di   attendere   l’uscita   del   decreto   ministeriale   definitivo.   Alcuni   mesi   dopo   le   prime licenze   venivano   ripristinate,   e   in   mancanza   di   documentazioni   come   già   indicato   sopra   il ministero   consegnava   una   cinquantina   di   licenze   in   parti   eguali   tra   i   soci   delle   due   associazioni, A.R.I. e R.C.I. le quali in qualche modo fungevano anche da “garanti”. A   Trieste   purtroppo    la   situazione   era   ben   diversa   e   le   decisioni   prese   in   Italia   sul   tema   delle licenze   radioamatoriali   non   toccava   minimamente   i   radianti   triestini,   in   quanto   l’interlocutore per   Trieste   era   esclusivamente   il   G.M.A.   Governo   Militare   Alleato.   Nei   confronti   degli   O.M triestini   vi   erano   continue   perquisizioni   e   varie   restrizioni,   il   30   novembre   1946   arrivava   da parte    del    Governo    Militare    Alleato    il    divieto        dell’esercizio    di    tutte    le    radio-stazioni dilettantistiche    nella    Venezia    Giulia,    purtroppo    a    nulla valsero   i   continui   contatti   con   l’A.I.S.   e   G.M.A.   da   parte   del presidente    Horn    i1MK    e    del    segretario    Candussi    i1ML portando   a   casa   scarsissimi   risultati,   il   6   dicembre   1946 ambedue     davano     le     dimissioni     dalle     loro     cariche     e sottolineavano:     “Rimaniamo     tuttavia     soci     indipendenti dell’A.R.I.,   alla   quale   ci   sentiamo   da   molti   anni   legati,   e   ci auguriamo che questa situazione migliori... ecc.”.  Comunque   continuavano    con   grande   fatica   i   colloqui   con   il responsabile   delle   telecomunicazioni   il   “Major   Hayward”   Telecommunications      Office   A.M.G.   Trieste,   e   in   aprile   del 1947   la   sezione   di Trieste   stilava   uno   schema   di   regolamento per   la   concessione   di   licenze   radiantistiche   e   le   presentava agli   uffici   del   G.M.A..   Dopo   2   anni   di   interminabili   trattative con   il   Governo   Militare   Alleato,   finalmente   a   maggio   del 1948   erano   arrivate   le   prime   9   autorizzazioni   provvisorie   (da notare    che    questi    soci    avevano    già    precedentemente    la licenza   italiana),   nel   contempo   all’   interno   della   sezione   si costituiva    anche    su    invito    delle    autorità delle      Telecomunicazioni      del      Governo Militare    Alleato,        il    “GRUPPO    RADIANTI TRIESTINI”,    così    da    agevolare    le    nuove      autorizzazioni   lo   statuto   e   il   regolamento venivano   presentati   a   meta   agosto   ai   soci, lo   scopo   della   nascita   di   questo   gruppo   era anche    quello    di    contrastare    l’iniziativa    di    un    gruppo    di    dissidenti    locali,    cioè    A.R.A.T.      Associazione   Radio   Amatori   Triestini.   Ad   ogni   modo   le   licenze      erano   provvisorie   ed   avevano   la durata     di     un     mese     rinnovabili,       autorizzato   a   ritirarle   presso   l’ufficio preposto   del   G.M.A.      era   solamente un    socio    della    sezione    indicato    e delegato   dal   presidente   della   sezione ARI      di      Trieste/Gruppo      Radianti Triestini. Dal16   al   30   settembre   1948    la   sezione   ha   partecipato presso   la   stazione   marittima   alla   “Fiera   Internazionale di   Trieste”   nello   stand   denominato   “Stand   ARI”   ospitati negli    spazio    del    negozio    triestino    “Radio    Sponza” laddove   il   proprietario   era   socio   della   sezione,   in   questo stand   c’   erano   progetti   dei   soci   della   sezione,   auto- costruzioni,   trasmettitori,   VFO,   ricevitori   ed   altro.   Al castello   di   San   Giusto   veniva   installato   un   ripetitore   di 20   watt   a   59,320   MHz   e   lo   scopo   di   questo   ripetitore   era di   dare   risalto   e   fare   pubblicità   all’evento,   alla   fine   è stata prodotta una relazione “tecnico/finanziaria”, per una visione completa clicca qui! 1949,     a     ottobre     viene organizzata       una       visita guidata    ai    ripetitori    della Stazione   di   Monte   Radio   di proprietà   del   “Ente   Radio Trieste”     a     cui          hanno partecipato   poco   meno   di venti     soci.     Purtroppo     i radioamatori      triestini      o "radianti                 triestini" continuavano     ad     essere tenuti   sotto   controllo   e   più volte   subivano   controlli   da parte    delle    forze    alleate alle   proprie   stazioni,   e   in diverse         occasioni         il Presidente     della     sezione i1DI   dovette   presentarsi   presso   il   Quartier   generale   delle   Forze   Alleate   per   comunicazioni   che riguardavano gli associati. fino   il   1952    non   ci   sono   stati   fatti   particolari   da   segnalare,   nel   1951   dal 16-17   giugno   la   sezione   ha   prestato   assistenza   al   giro   Vespistico   "AUDAX" 1000   km   con   partenza   da   Brescia   toccando   le   città:   Treviso,   Trieste, Bologna,   Milano   e   chiudendo   nuovamente   con   Brescia.   Nel   periodo   che descriviamo   ci   sono   state   delle   richieste   di   iscrizione   alla   nostra   sezione di   due   radianti,   uno   da   Monfalcone   e   l'altro   da   Turiacco   in   provincia   di Gorizia.   In   quel   epoca   i      radianti   triestini   si   lamentavano   per   i   diversi disturbi   che   dovevano   subire   da   parte   dei   radianti   delle   forze   alleate che   usavano   apparati   tx      da   800/1000   watt   non   permettendo   agli   OM triestini   di   svolgere   i   normali   qso   serali   in   quanto   penalizzati   dai   100 watt rispetto ai radianti militari settembre       1953       i       radianti triestini     organizzano     il     primo Field-day       italiano       dal       M.te Belvedere         al         quale         vi parteciparono                       diversi radioamatori     triestini     e     alcuni delle       truppe       alleate,       per l'occasione   furono   fatte   da   I1YCF Italo   TEJA   delle   riprese   in   8mm   le quali       si       possono       visionare direttamente   da   qui,   (il   filmato   fu pubblicato   da   Italo   su   Youtube   il 20    marzo    2012)    e,    da    questa iniziativa,     a     seguire     poi,     per lunghi       anni       troviamo       come manager italiano di questa attività in portatile il nostro socio i1BLF “Jack” Venanzio Mior. Vedi altre foto! 1954,   attività   radiantistica   già   dai   primi   mesi   molto   intensa, a   febbraio   e   marzo   si   era   tenuto   il   corso   di   telegrafia   dove   si prevedevano    anche    esercitazioni    in    aria    precisamente    a 14,345   Kc,   le   stesse   venivano   effettuate   quattro   volte   alla settimana    dalle    21    alle    22,    in    aprile    un    gruppo    di    OM partecipava    al    contest    "Relaya"    in    VHF    trasmettendo    in portatile     da     Santa     Croce     (TS),     poi     ci     sono     state partecipazioni   anche   ad   altri   contest   in   UHF.   Un   assistenza   al giro   triestino   del   "Vespa   Club"   e   varie   assistenze   di   gare   di canottaggio.     Aveva     suscitato     molto     interesse     tra     i partecipanti   la   visita   presso   gli   impianti   di   trasmissione   e ricezione   della   locale   stazione   costiera.   Ci   si   preparava   per   il 2°   Field   day   che   avveniva   il   12   settembre   a   Prosecco   dalla "Vedetta   Italia".   L'undici   dicembre   si   svolsero   gli   esami   con   i     nuovi criteri, ai quali erano  previsti anche degli esoneri. Nella foto: i1YCF Italo autore del cortometraggio (clicca sull’immagine per ingrandirla) Ottobre    1954    ...il    ritorno    di    Trieste    all'Italia ,    la    situazione    "politica"    a    Trieste    stava cambiando,   i   giornali   stampati,   e   i   radio   giornali   riportavano   tutti   le   notizie   dell'annessione   di Trieste,   iniziavano   ad   arrivare   al   segretario   i   primi   telegrammi   di   felicitazioni   per   l'annessione   Trieste   all'Italia,   Genova   e   Torino   furono   i   primi,   e   poi   seguirono   altri,   dell'ARI   nazionale...   con un   mese   di   ritardo,   il   segretario   i1BLF   lo   segnalava   e   fortemente   sottolineava   questo   fatto   in una   lettera   datata   21   ottobre   1954   indirizzata   alla   Segreteria   Generale   dell'ARI   di   Milano,   dove successivamente   su   Radio   Rivista   N°   11   e   in   telegramma   il   Presidente   dell'ARI   nazionale   Dr. Sesia riflettevano i sentimenti dell'ARI tutta, in occasione del ritorno di Trieste all'Italia. Congresso   Nazionale   ARI   a   Trieste   il   10   e   11settembre   1955,   la   sezione di      Trieste      aveva      ospitato      il congresso   al   quale      parteciparono 150   radioamatori   di   tutta   Italia   e simpatizzanti,   erano   presenti   anche OM   di   San   Marino,   tra   gli   ospiti   la Sovrintendenza   PPTT   di   Trieste   e   il Reggente    di    Trieste    Radio,    sono stati    accolti    per    il    benvenuto    in municipio,      poi      a      san      Giusto, congresso      all'aperto      e,      pranzo sociale   a   Monrupino   (TS)   altipiano carsico,   pomeriggio   giro   turistico   in città.      per      l'occasione      vennero distribuiti diversi souvenir. Clicca qui per vedere l’Album Per   concludere...    Dopo   quasi   un   secolo   della   nascita   del   nostro   sodalizio,   a   oggi,   molti   segnali sono   stati   inviati   nel   etere   dai   radio   appassionati,   radianti   e   radioamatori,   come   oggi   veniamo definiti,   tra   le   nostre   file   vi   sono   stati   personaggi   che   in   qualche   modo   hanno   contribuito   allo sviluppo   e   alla   crescita   del   radiantismo   e   non   solo   nella   nostra   città,   una   Trieste   che   da   sempre é   stata   un   po'   particolare   e   dove   in   molte   occasioni   si   è   trovata   in   qualche   modo   anche penalizzata. Oggi      nei   tempi   degli   smartphone,   tablet   o   altre   diavolerie   moderne,   quando   si   ha   la   possibilità di   fare   radio   con   l’aiuto   del   proprio   personal   computer   e   magari   in   modo   remoto,   oggi   le   nostre apparecchiature   non   sono   più   come   nel   passato   di   grandi   dimensioni   e   non   necessitano   di   più elementi   per   allestire   una   stazione   radio   così   togliendoci   di   molto   il   gusto   dell'autocostruzione in quanto il mercato d’oggi ci offre apparati radio rispetto a ieri di ridottissime dimensioni. Oggi   nei   tempi   di   internet   dove   il   comune   cittadino   non   ha   problemi   di   come   comunicare,   la Sezione   Enrico   Davanzo   I1DVO   di   Trieste   può   contare   su   120   soci   e   avviando   sempre   nuove   leve nel   mondo   dell'etere.   Per   celebrare   la   continuità   dei   propri   92   anni   della   fondazione   dei "Radianti   Triestini"   e   la   ricorrenza   degli   88   anni   di   appartenenza   all'   ARI,   si   è   voluto   ricordare questo   momento   istituendo   il   diploma   "...in Aria   dal   1923   e   dal   1927   -   2015,   88   anni   di A.R.I.   a Trieste!". di Luigi Popovic - IV3KAS © 1 settembre 2015 Bibliografia Radio Giornale 1/1924 Radio Giornale 1/1946 Radio Rivista 4/1948 ARI 70 anni dalla fondazione Archivi di sezione 1946/1955 Non è permesso copiare in parte o totalmente quanto pubblicato in questa pagina (o nelle pagine allegate) oppure linkare senza l'autorizzazione scritta dell'autore.

Prefazione

...da  

quando  

sono  

diventato  

socio  

e  

radioamatore  

avevo  

la  

curiosità  

di  

conoscere  

la  

storia  

e  

quant’altro

riguardasse  

la  

“nostra  

sezione”,  

nel  

corso  

degli  

anni  

e  

nelle  

occasioni  

di  

incontri  

in  

sezione  

con  

le

“memorie  

storiche”  

(soci  

prima  

del  

1940)  

della  

sezione  

non  

ne  

ho  

avute  

molte,  

e  

nelle  

richieste  

di

informazioni  

le  

risposte  

non  

sempre  

erano  

chiare  

con  

la  

possibilità  

magari  

di  

verificarle,  

mi  

sono

ripromesso  

così  

che  

con  

il  

tempo  

avrei  

avuto  

modo  

di  

raccogliere  

altri  

dati  

per  

metterli  

a  

disposizione

dei  

soci.  

Credo  

che  

tutti  

noi  

nel  

nostro  

intimo  

ad  

un  

certo  

punto  

della  

vita  

abbiamo  

voluto  

sapere  

e/o

conoscere le nostre origini!

Dedico  

agli  

“Arini”  

e  

ai  

soci  

della  

Sezione  

ARI  

di  

Trieste,  

assieme  

agli  

ex  

soci  

e  

a  

tutti  

i  

visitatori  

di

queste  

pagine  

web  

radioamatori,  

o  

semplici  

radio  

appassionati  

,  

la  

mia  

ricostruzione  

affinché  

abbiano

l’opportunità  

di  

venire  

a  

conoscenza  

della  

storia  

e  

delle  

vicissitudini  

di  

questo  

sodalizio  

con  

i  

problemi

dei  

  

quali  

essi  

hanno  

dovuto  

confrontarsi  

e  

condividere  

  

nei  

primi  

anni  

della  

nascita  

e  

successivamente

nel  

corso  

della  

II  

guerra  

mondiale  

come  

pure  

nell’immediato  

dopo  

guerra.  

Nel  

racconto  

io  

partirò

dall’anno  

1923  

e  

proseguirò  

fermandomi  

alla  

metà  

degli  

anni  

‘50,  

anche  

per  

far  

conoscere  

come  

i

radioamatori  

di  

questa  

città  

siano  

stati  

penalizzati  

non  

potendo  

usufruire  

delle  

frequenze  

per  

le  

varie

sperimentazioni  

di  

studio  

della  

radio  

stessa,  

questo  

dovuto  

a  

tutte  

le  

peripezie  

di  

Trieste  

dopo  

l’ultimo

conflitto.   

I   

primi   

20   

anni   

sono   

stati   

difficili   

da   

ricostruire,   

ma   

dopo   

aver   

esaminato   

diverse

documentazioni  

dell’archivio  

ed  

essere  

venuto  

in  

possesso  

di  

altro  

materiale  

che  

riguardava  

il  

passato  

dei

radioamatori  

della  

sezione  

A.D.R.I.  

e  

poi  

A.R.I.  

di  

Trieste,ritengo  

soddisfacente  

il  

risultato  

raggiunto,

infine  

quanto  

da  

me  

raccolto  

è  

stato  

approvato  

dal  

direttivo  

(2013/15  

affinché  

sia  

reso  

  

pubblico  

in

queste pagine.

Per  

concludere;  

a  

mio  

parere  

posso  

dire  

che  

nella  

vita  

associativa  

poco  

o  

nulla  

è  

cambiato  

nel  

tempo,

oggi  

a  

quasi  

un  

secolo  

di  

distanza  

i  

problemi  

sono  

molto  

simili  

a  

quelli  

di  

allora,  

l’unica  

cosa  

cambiata  

di

certo  

in  

questi  

cent’anni  

sono  

le  

nostre  

apparecchiature,  

grandissime  

e  

di  

diversi  

chilogrammi  

allora,  

alle

piccolissime  

di  

pochi  

centimetri  

quadrati  

e  

pochi  

grammi  

di  

oggi,  

come  

similmente  

purtroppo  

anche  

  

i

nostri cuori .  

Trieste, 14 luglio 2015

Luigi Popovic - IV3KAS ©

La Provincia di Trieste nel 1923
Ricevuta del modulo di iscrizione nel 1924 del Radio Club Trieste
Lista soci A.R.I. nel 1948 con licenza TLT Le richieste mensili per le licenze provisorie GMA dopo il '48 Brochure "Fiera Internazionale di Trieste - Stand A.R.I. Trieste sett. 1948" Percorso vespistico trofeo "Citta di Trieste" 16 maggio 1954
I1YCF Italo alle prese con un apparato portatile americano anche chiamato "banana" modificato per uso radioamatoriale
Logo dell’evento
il diploma dell’evento;  …in aria dal 1923 …e dal 1927 - 2015 88, anni di A.R.I. a Trieste!