© ARI Trieste - Tutti i diritti riservati                                                                            Cod. Fisc. 900 369 403 29                                                

Protezione Civile ARI-RE

Radiocomunicazioni Emergenza

R   i   s   a   l   e     all'alluvione   del   Polesine   del   1951   l'inizio   dell'attività organizzata   dai   radioamatori   in   quella   che   anni dopo   prenderà   il   nome   di   Protezione   Civile. Dapprima   con   gli   ingombranti   apparati   per onde   corte,   ora   con   digitali   bi-banda   VHF e     UHF     che     grazie     ai     ponti     ripetitori analogici    e    digitali    D-Star    garantiscono   coperture     radio c             o             n               apparecchiature        di ridottissime   dimensioni,   in   molte   occasioni sostituendo      il      telefono      cellulare,      a differenza   di   quest'ultimo   le   comunicazioni dei    radioamatori    sono    possibili    anche    in tutte   quelle   situazioni   che   causano   il   blocco dei         servizi         di         telecomunicazione tradizionali,   cioè   terremoti   ed   esondazioni. Il   diffusissimo   "telefonino",   dopo   una   breve tratta   via   radio   entra   sempre   su   una   rete telefonica    tradizionale    via    cavo,    soggetta quindi   ai   guasti   delle   linee   che   il   maltempo o       un       fenomeno       disastroso       come un'esondazione   possono   fare.   Viceversa   una rete   radio   radioamatoriale,   oltre   a   contare su   ponti   radio   ripetitori   posti   in   posizione elevata   con   alimentazione   di   emergenza   a batteria,   può   disporre   della   capillarità   dei radioamatori,     che     sparsi     sul     territorio possono     comunque     collegarsi     tra     loro riuscendo   a   garantire   l'inoltro   dei   messaggi verso     le     Prefetture     che     coordinano     i soccorsi.   A   Trieste   l'ARI   costituì   il   3   marzo del     1970     il     C.E.R.     Corpo     Emergenza Radioamatori    della    sezione,    oggi    ARI-RE Radiocomunicazioni     Emergenza.     Già     da alcuni       anni       vi       erano       state       delle sperimentazioni     mirate     al     soccorso,     in particolare       speleologico.       Pioniere       di quell'attività   fu   Enrico   DavanzoI1DVO   (oggi la   sezione   ARI   di   Trieste   porta   il   suo   nome), scomparso     sul     Monte     Canin     nel     1970 travolto   da   una   slavina   insieme   ad   altri   due amici.
Oggi   tutte   le   prefetture   italiane   dispongono   di   una   sala   radio   ARI   dalla quale   sono   collegabili   il   Ministero   dell'Interno   ed   il   Dipartimento   della Protezione   Civile   di   Roma,   impiegando   apparecchiature   in   onde   corte (HF).    Tramite    le    frequenze    in    VHF    e    UHF    si    effettuano    invece    i collegamenti    locali,    in    particolare    per    il    Friuli    Venezia    Giulia    i collegamenti     tra     le     quattro     prefetture     regionali     (Trieste,     Udine, Pordenone   e   Gorizia),   i   COM   (Centri   Operativi   Misti   presso   i   principali comuni)   ed   eventualmente   la   SOR   IV3PCR   (Sala   Operativa   Regionale)   di Palmanova    (UD)    della    Regione    Autonoma    Friuli    Venezia    Giulia,    al momento    non        attiva.Questi    collegamenti sono   effettuati   anche   utilizzando   i   21   ponti radio   ripetitori   ARI   regionali.   La   prefettura di   Trieste   è   stata   la   prima   a   disporre   di   un collegamento   packet   UHF   a   38.400   bps   con il   nodo   Itanet   di Trieste   (IR3TS),   da   cui   viene collegata    tutta    la    rete    Itanet    nazionale usando   la   tratta   a   1.228.000   bps   tra   Trieste, Aviano   (PN)   e   Padova.   In   parole   povere   è possibile      un      collegamento      diretto      ed immediato   con   postazioni   packet   di   Roma, di    Milano,    di    Bologna,    le    nazioni    della comunità   "Alpe   Adria",   Austria,   Slovenia   e Croazia   in   particolare,   e   sono   pure   possibili connessioni   con   altri   nodi   radioamatoriali   di qualsiasi   altro   continente   tramite   il   gateway con la rete telematica Internet. Regionale)   di   Palmanova   (UD)   della   Regione Autonoma   Friuli   Venezia   Giulia,   al   momento non  attiva.

Operatori della sezione...

La    Sezione   ARI    di    Trieste    ha    attivamente partecipato      con      propri      operatori      agli interventi    svolti    in    occasione    di    grosse calamità,    come    il    terremoto    del    Friuli, quello      dell'Irpinia,      quello      dell'Umbria esondazione    nel    Val    Canale    e    Canal    del Ferro     (UD),     terremoto     dell'Abruzzo.     La Sezione   ARI   di   Trieste   è   stata   la   prima   a venir      censita      dal      Dipartimento      della Protezione   Civile   ai   sensi   del   DPR   nr.613/94. Anche     nel     campo     dell'addestramento     la Sezione     è     sempre     attiva,     organizzando annualmente   proprie   esercitazioni   a   livello locale,     o     partecipando     alle     esercitazioni promosse    dalla    Protezione    Civile    regionale    o    dal    Dipartimento    della Protezione    Civile    di    Roma,    come    ha    dimostrato    il    nostro    impiego all'esercitazione VESUVIO 96 tenutasi a Napoli.

 

ARI-RE Trieste Dal    1970    ...impegnati    per    l’emergenza    in    aiuto alla popolazione! Il    22    marzo    2010    ricevuti    dal    prefetto    Alessandro Giacchetti   in   occasione   del   40°anniversario   del   gruppo ARI-RE,   (Radiocomunicazioni   Emergenza)   i   radioamatori triestini   della   locale   sezione   ARI   che   fanno   anche   parte della   protezione   civile   regionale.   In   occasione   di   questa ricorrenza    IV3KAS    Luigi,    presidente    della    sezione    di Trieste   ha   consegnato   al   prefetto   Giacchetti   la   targa   che raffigura    la    cattedrale    di    San    Giusto    e    un    tasto telegrafico.     Il     prefetto     ha     voluto     ringraziare     i radioamatori     triestini     per     la     loro     “disponibilità     e professionalità”   e   ha   elogiato   il   costante   rinnovo   nelle nuove tecniche di trasmissione  .
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Radiocomunicazioni Emergenza

Risale   all'alluvione   del   Polesine   del   1951   l'inizio   dell'attività   organizzata   dai radioamatori   in   quella   che   anni   dopo   prenderà   il   nome   di Protezione     Civile.     Dapprima     con     gli     ingombranti apparati   per   onde   corte,   ora   con   digitali   bi-banda   VHF e   UHF   che   grazie   ai   ponti   ripetitori   analogici   e   digitali D-Star   garantiscono   ragguardevoli   coperture   radio   con apparecchiature   di   ridottissime   dimensioni,   in   molte occasioni   sostituendo   il   telefono   cellulare,   a   differenza d        i          quest'ultimo     le     comunicazioni     dei     radioamatori     sono possibili   anche   in   tutte   quelle   situazioni   che   causano   il   blocco   dei   servizi   di telecomunicazione   tradizionali,   cioè   terremoti   ed   esondazioni.   Il   diffusissimo "telefonino",    dopo    una    breve    tratta    via    radio    entra    sempre    su    una    rete telefonica   tradizionale   via   cavo,   soggetta   quindi   ai   guasti   delle   linee   che   il maltempo    o    un    fenomeno    disastroso    come    un'esondazione    possono    fare. Viceversa   una   rete   radio   radioamatoriale,   oltre   a   contare   su   ponti   radio ripetitori    posti    in    posizione    elevata    con    alimentazione    di    emergenza    a batteria,    può    disporre    della    capillarità    dei    radioamatori,    che    sparsi    sul territorio   possono   comunque   collegarsi   tra   loro   riuscendo   a   garantire   l'inoltro dei   messaggi   verso   le   Prefetture che     coordinano     i     soccorsi.    A Trieste   l'ARI   costituì   il   3   marzo del      1970      il      C.E.R.      Corpo Emergenza     Radioamatori     della sezione,             oggi            ARI-RE Radiocomunicazioni    Emergenza. Già   da   alcuni   anni   vi   erano   state delle   sperimentazioni   mirate   al soccorso,          in          particolare speleologico.         Pioniere         di quell'attività           fu           Enrico DavanzoI1DVO    (oggi    la    sezione ARI   di   Trieste   porta   il   suo   nome), scomparso    sul    Monte    Canin    nel 1970    travolto    da    una    slavina insieme   ad   altri   due   amici.  Oggi tutte      le      prefetture      italiane dispongono   di   una   sala   radio   ARI dalla    quale    sono    collegabili    il Ministero      dell'Interno      ed      il Dipartimento     della     Protezione Civile      di      Roma,      impiegando apparecchiature    in    onde    corte (HF).    Tramite    le    frequenze    in VHF   e   UHF   si   effettuano   invece   i collegamenti           locali,           in particolare   per   il   Friuli   Venezia Giulia     i     collegamenti     tra     le quattro       prefetture       regionali (Trieste,     Udine,     Pordenone     e Gorizia),   i   COM   (Centri   Operativi Misti   presso   i   principali   comuni) ed   eventualmente   la   SOR   IV3PCR (Sala     Operativa     Regionale)     di Palmanova    (UD)    della    Regione Autonoma   Friuli   Venezia   Giulia, al    momento    non        attiva.    Questi    collegamenti    sono    effettuati    anche utilizzando   i   21   ponti   radio   ripetitori   ARI   regionali.   La   prefettura   di   Trieste   è stata   la   prima   a   disporre   di   un   collegamento   packet   UHF   a   38.400   bps   con   il nodo   Itanet   di   Trieste   (IR3TS),   da   cui   viene   collegata   tutta   la   rete   Itanet nazionale   usando   la   tratta   a   1.228.000   bps   tra   Trieste,   Aviano   (PN)   e   Padova. In    parole    povere    è    possibile    un    collegamento    diretto    ed    immediato    con postazioni   packet   di   Roma,   di   Milano,   di   Bologna,   le   nazioni   della   comunità "Alpe   Adria",   Austria,   Slovenia   e   Croazia   in   particolare,   e   sono   pure   possibili connessioni    con    altri    nodi    radioamatoriali    di    qualsiasi    altro    continente tramite il gateway con la rete telematica Internet. Regionale)   di   Palmanova   (UD)   della   Regione Autonoma   Friuli   Venezia   Giulia,   al momento non  attiva.

Operatori della sezione...

La   Sezione ARI   di   Trieste   ha   attivamente   partecipato   con   propri   operatori   agli interventi   svolti   in   occasione   di   grosse   calamità,   come   il   terremoto   del   Friuli, quello   dell'Irpinia,   quello   dell'Umbria   esondazione   nel   Val   Canale   e   Canal   del Ferro   (UD),   terremoto   dell'Abruzzo.   La   Sezione ARI   di   Trieste   è   stata   la   prima a   venir   censita   dal   Dipartimento   della   Protezione   Civile   ai   sensi   del   DPR nr.613/94.   Anche   nel   campo   dell'addestramento   la   Sezione   è   sempre   attiva, organizzando     annualmente     proprie     esercitazioni     a     livello     locale,     o partecipando   alle   esercitazioni   promosse   dalla   Protezione   Civile   regionale   o dal   Dipartimento   della   Protezione   Civile   di   Roma,   come   ha   dimostrato   il nostro impiego all'esercitazione VESUVIO 96 tenutasi a Napoli.

Protezione Civile ARI-RE

ARI-RE Trieste Dal       1970       ...impegnati       per l’emergenza        in        aiuto        alla popolazione! Il   22   marzo   2010   ricevuti   dal   prefetto Alessandro    Giacchetti    in    occasione del   40°anniversario   del   gruppo   ARI- RE,   (Radiocomunicazioni   Emergenza) i   radioamatori   triestini   della   locale sezione   ARI   che   fanno   anche   parte della   protezione   civile   regionale.   In occasione      di      questa      ricorrenza IV3KAS      Luigi,      presidente      della sezione   di   Trieste   ha   consegnato   al prefetto     Giacchetti     la     targa     che raffigura   la   cattedrale   di   San   Giusto e   un   tasto   telegrafico.   Il   prefetto   ha voluto     ringraziare     i     radioamatori triestini   per   la   loro   “disponibilità   e professionalità”     e     ha     elogiato     il costante       rinnovo       nelle       nuove tecniche di trasmissione  .
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