Altri ricordi…

Ricordo del ponte radio di i1 DVO Ho letto con piacere e con una certa commozione, sul sito dell' ARI di Trieste,il ricordo di Enrico Davanzo i1DVO in occasione della cerimonia di intitolazione della Sezione ARI di Trieste con il suo nome. Memorabile fu quell'esperimento riuscito del collegamento fra il fondo dell'abisso Gortani con la sede dell'Alpina delle Giulie in piazza Unità d'Italia anche perchè mi sembra sia stato il primo transponder o "ponte" a dir si voglia messo in funzione sui 144 Mhz anche se non automatico! Infatti, se ben ricordo, la tratta era così composta: dal fondo della grotta, la squadra di punta comunicava con l'imboccatura sul Col delle Erbe tramite linea telefonica (normale filo elettrico a due capi). stazionava i1DLF (Franco De Luca) che traslava il segnale dall'auricolare della cornetta al microfono di un walkie talkie sui 27 Mhz. Sul Pic di Grubia era presente il nostro Enrico i1DVO che con l'altro walkie talkie provvedeva a trasferire la voce di Mario Gherbaz (il capo della squadra di punta) sui 144 Mhz sempre utilizzando l'accoppiamento micro-auricolare! Il segnale in vhf giungeva a Prepotto dove il sottoscritto (i1DGR) doveva ritrasmetterlo sui 145.800 Mhz a Trieste. c'era Dario i1DEW con alle spalle tutto il direttivo dell' Alpina delle Giulie per ascoltare quanto Mario Gherbaz aveva da comunicare ai dirigenti sociali. Mi ricordo che la stazione terminale era sormontata da un grande disegno tranlucido che mostrava, in sezione, la cavità dell' abisso Gortani diviso in tratte presidiate con telefono campale; per cui prima di parlare con il capo esploratore della squadra di punta bisognava passare per il telefono dei vari campi. La posizione dei vari campi era indicata nel disegno con una lampadina che man mano che il collegamento "avanzava" rimaneva accesa in modo da fare un di scena! Durante le prove si è appurato che dal Pic di Grubia si riusciva a comunicare direttamente con Trieste in 144 Mhz per cui la stazione transponder di Prepotto è stata tenuta di riserva, guadagnando così molto in qualità.Concludo questa mia lunga dissertazione con una "chicca": credo che sia stata la prima volta che i voti dell'esame di maturità siano stati comunicati agli interessati via radio. Infatti due componenti la spedizione avevamo sostenuto l'esame di maturità poco prima di partire per l'abisso Gortani e non erano a conoscenza dell' esito; per cui mi avevano chiesto delle informazioni al riguardo. Ho mandato la mia ragazza che oggi è mia moglie a leggere nella bacheca del loro istituto l'esito dell'esame; quello rimandato a settembre se lo aspettava, mentre quello promosso ha cominciato (me lo ha riferito i1DLF) a saltare di contentezza per tutto il Col delle Erbe. Terminata la spedizione siamo andati loro incontro e c'è stata una "bevuta"; per ringraziarci del lavoro svolto i componenti della spedizione ci hanno offerto il "GRAN PAMPEL" ed intonato canti in nostro onore. Nel ritorno ho dato un passaggio a Picciola quel Picciola che con Vianello ed il nostro Enrico Davanzo faranno QRT SK nei pressi del rifugio Gilberti due anni più tardi. Conservo con gelosia la foto della stazione di Prepotto, il promemoria di tutto il collegamento radio dattiloscritto da Enrico come pure la registrazione sonora di tutte le prove fatte. Mi scuso se sono stato oltremodo lungo nell'esposizione, ma guardando le foto ed ascoltando il nastro i ricordi riemergono specialmente se si sono vissuti in prima persona.
di Luigi IV3KAS
Alcuni mesi fà, ma credo più di “alcuni” Nino IV3DGR in occasione di un’assemblea in Sezione mi diede un CD con i suoi ricordi vissuti con con Enrico Davanzo I1DV, mi disse; Dagli un’occhiata al CD e poi vedi tu cosa fare! A mio parere è doveroso rendere pubblico quanto ho ricevuto da Nino, ma oltre tutto ci sonoi file audio che testimoniano i collegamenti tra il Canin e Trieste, e l’utimo collegamento radio. I collegamenti radio fatti a quei tempi erano importanti, non c’erano altri mezzi per chiedere eventualmente aiuto, da ricordare che la protezione civile non c’era ancora, ma quello di E. Davanzo certamente fu l’inizio. Grazie Nino IV3DGR per questa tuo racconto che certamente alle nuove leve farà conoscere di più chi era I1DVO Enrico.

Memorie di vita vissuta a fianco di Enrico DAVANZO i1DVO

di “Nino” IV3DGR
Lo conobbi… in "aria" durante un contest in vhf poi facemmo un QSO “de visu” in sezione e da nacque una collaborazione ed una disponibilità reciproca nel risolvere i problemi che il nostro hobby implicava. Portava una barba fluente tipica dei montanari ed anche il vestire rispecchiava il senso pratico della vita, mi spiego meglio, non era un tipo da "giacca e cravatta", era un tecnico a tutto tondo e le sue conoscenze e i suoi hobby spaziavano dalla radio all'edilizia passando dalla meccanica ed astronomia sconfinando nella speleologia alpinistica, il motociclismo, toccando il tiro a segno e l'ippica non facendosi mancare neppure un po' di paracadutismo. Quando era segretario di sezione organizzò una prova di emergenza radio; memore delle alluvioni di Firenze e del Trentino del novembre 1966 pensò di effettuare una prova di emergenza simulando un soccorso di uno speleologo in una grotta del Carso triestino. Mi ricordo che il piano era di verificare l'intervento di un medico via radio e di vedere le problematiche che questo fatto avesse comportato. Si usò una fraseologia compatibile con il nostro servizio di radioamatore onde evitare di ricevere contestazioni da parte degli organi di vigilanza ("...abbiamo rinvenuto nella grotta un vecchio apparecchio radio AR107 che presenta una valvola rotta......" " ....ditemi di che tipo di valvola si tratta che forse con un po' di nastro si può ripara-re...." ecc. ecc. ). Penso che questa sia stata una delle primissime prove per costituire in seguito il CER Corpo Emergenza Radioamatori che sfocerà nell'odierna Protezione Civile. Organizzò poi la 2°caccia alla volpe; questa volta, come "tana", si optò per il delta dell'Isonzo nella zona di Fossalon. Enrico mi fornì il TX alimentato da una batteria di auto con relativo vibratore per la conversione da 12 VCC in 220 AC; bisognava inviare dei segnali di tempo durante il minuto di trasmissione e pensò di fornirmi di un cucchiaio con cui battere il tempo sul microfono a carbone. Se non era preciso, quel cronometro era perlomeno originale! La tana era posizionata oltre un argine che costeggiava la strada ed era uno spasso vedere le antenne che andavano avanti ed indietro! Mi pare esista un filmato dell'allestimento di questa postazione radio ma non so che fine abbia fatto. Come ho detto prima, ad Enrico piaceva andare in moto e pertanto si costruì e fece omologare un'appendice con cui portarla al seguito quando andava in qualche spedizione speleologia fuori regione come quella in Alburno. L'appendice però aveva una particolarità nella forma del cassone; questa formava un rettangolo come tutte, più un triangolo, che estendeva il suo vertice fino al gancio di traino onde avere a disposizione un volume di carico maggiore. Era amante dei contest e a questo scopo prese in locazione un pezzo di terreno roccioso a Prepotto e ci costruì una torre a traliccio di 4 metri x 3 alta ben 8 metri. La cellula abitabile era sollevata da terra e vi si accedeva tramite una scala ed una botola sul pavimento; il tutto HM autocostruito! Per la rotazione del palo dell'antenna usava due pulegge, accoppiate con un cavo di acciaio a di cinghia di trasmissione e quella interna serviva pure da indicatore di direzione. Per vivere lavorava come tecnico pratico alle dipendenze di Margherita Hack presso l'Osservatorio Astronomico di Trieste; anzi ospitò nella sua torre a Prepotto il ricevitore e l'antenna costruiti dall' Osservatorio Astronomico per ricevere le emissioni radio del sole, in attesa del termine dei lavori del sito a Basovizza. L'antenna era una corner reflector fissa orientata a sud mentre ogni tanto veniva regolato il suo zenit a seconda della stagione affinché il sole passasse costantemente nel fuoco dove c'era una serie di dipoli collegati opportunamente con spezzoni di linea in aria. Il segnale radio emesso dal sole veniva registrato e poi i dati venivano confrontati con osservazioni analoghe, ma su altra frequenza, fatte in Olanda da un istituto analogo; ma questo esulava dalle sue competenze. Tuttavia fece un progetto di una antenna interferometrica realizzata nel sito dell'Osservatorio Astronomico a Basovizza utilizzando due antenne a cortina distanti cento lambda collegate con un cavo coassiale a bassissime perdite. Era tenuto in atmosfera di gas (non mi ricordo quale) ed aveva tutta una apparecchiatura particolare per mantenerlo in pressione e connettori appositi (costava una cifra!). Alla base dei due plinti, in una stanza sotto terra, alloggiavano i convertitori e la stessa profondità nel terreno contribuiva a termostatare le delicate apparecchiature. Ha fatto anche una relazione su questa realizzazione che è stata pubblicata sul supplemento n°8 di OSSERVAZIONI SOLARI. Nei ritagli di tempo (quel poco che gli rimaneva) andava a cavallo; qui i miei ricordi sono un po’ annebbiati e sembra che frequentasse il maneggio per via della sua ragazza cui piaceva andare a cavallo e quindi, pur di rimanerle accanto, si mise a fare il cavallerizzo! Si iscrisse e frequentò pure un corso di paracadutismo (lui usava dire che "vado a fare un po' di piombi") e proprio le espressioni che usava lo rendevano estrema-mente simpatico, gioviale con la battuta pronta e, chi la subiva, non ne era minima- mente risentito. In quel periodo la sezione ARI era priva di sede e ci si ritrovava in una trattoria o bettola, a dir si voglia, per scambiare esperienze ed opinioni; mi ricordo che in una di queste "riunioni" era presente oltre che Enrico ed il sottoscritto, anche i1KOB con i1STN. Roberto STN aveva un problema con il suo TX autocostruito (in quel tempo l’autocostruzione era la norma): il problema era che quando andava in trasmissione sentiva la cuffia così calda che se non la toglieva subito le sue orecchie cominciavano a fumare! "… E che ho smontato e rimontato il tx per ben 7 volte!" si lamentava Roberto. Al chè Enrico serio ribatté subito:" Se te lo smontà 7 volte te gavarà sicuramente spanà tutte le vide" seguì una risata generale ed ancor oggi al ricordo di quell'episodio il mio viso si illumina di ilarità. Questo aneddoto per descrivere meglio il carattere di Enrico sempre pronto alla battuta scherzosa per stemperare la gravità del problema. Ad Enrico inoltre piaceva esplorare le cavità naturali sia in regione che fuori e fece alcune spedizioni in Campania (Monti Dell'Alburno che sono formazioni Carsiche denominate le Dolomiti campane); praticando questa attività si rese conto della necessità di dare in dotazione all'esploratore un sistema di comunicazione autonomo, non legato cioè al filo del telefono, possibilmente di minimo ingombro. Sviluppò così, da bravo radioamatore, un RTX inglobandolo nell'elmetto. Ma il progetto che ideò e portò a compimento e che ebbe molta risonanza anche a livello nazionale fu il collegamento in ponte-radio fra la sede di Trieste dell'Alpina delle Giulie e gli uomini della squadra di punta a -672 metri nell'abisso Michele Gortani su monte Canin. L'Alpina metteva a disposizione una volta al mese la sua sala riunioni all'ARI di Trieste affinché potesse svolgere le sue assemblee; era gioco forza quindi appoggiare il progetto ideato da un socio di ambedue le associazioni se non altro per dimostrare un senso di gratitudine nei loro confronti. La distanza non era enorme bensì l’orografia della tratta non era favorevole ad un collegamento diretto. Perciò Enrico pensò di utilizzare una o due stazioni ripetitrici. L’ingresso della grotta, sul Col delle Erbe era schermato verso sud ed allora Enrico si spostò sul Pic di Grubia, location molto favorevole per collegarsi con Prepotto in 144 Mhz. Per collegarsi con il Col delle Erbe, pensò di usare due walkie talkie da 1 W sui 27 Mhz. Il direttivo dell’Alpina delle Giulie avallò l’acquisto di questi radiotelefoni ed iniziarono le prove di distanza. Di sera, con due automobili, sul Carso triestino provammo la copertura a step di 2 km (1 a testa in verso opposto); le radio non erano sulla stessa frequenza e dopo 2 km già il collegamento risultava difficile per cui una fu sostituita. Stavamo violando le regole trasmettendo su frequenze non assegnate! La CB non era così sviluppata per cui riuscimmo nel collaudo senza alcuna contestazione. La spedizione ebbe inizio e nel mentre gli speleologi armavano la discesa ed i campi intermedi, Enrico cominciava le prove con me e con Dario i1DEW sui 144 Mhz Si riusciva a ritrasmettere il segnale di Enrico 800 khz più in alto senza tanti problemi di intermodulazione e saturazione anche perché le antenne di ricezione e trasmissione erano schermate dalla casa che ci ospitava. (La torre non esisteva più perché ad Enrico era scaduto il contratto di locazione). I problemi erano dettati più dalla intelligibilità che dalla intensità dei segnali; il soffio era preponderante e ad ogni passaggio di conversione questo aumentava. Cio nonostante la comprensibilità era accettabile. Si provò anche il collegamento con uno dei campi interni e si fecero delle registrazioni di tutte le prove. La fortuna ci diede una mano (“audax fortuna iuvat” dicevano i latini): Enrico veniva ricevuto molto bene da i1DEW per cui la i1DGR a Prepotto venne tenuta di riserva per ogni evenienza (leggi temporali improvvisi). Fu, da un lato, un bene poiché potei concentrarmi sulla registrazione di tutto il ponte-radio. Il giorno 27 luglio alle 14 iniziano le operazioni vere e proprie di collegamento dal fondo della grotta, la squadra di punta comunicava con l'imboccatura sul Col delle Erbe tramite linea telefonica (normale filo elettrico a due capi). stazionava i1DLF (Franco De Luca) che traslava il segnale dall'auricolare della cornetta al microfono di un walkie talkie sui 27 Mhz. Sul Pic di Grubia era presente il nostro Enrico i1DVO che con l'altro walkie talkie provvedeva a trasferire la voce di Mario Gherbaz (il capo della squadra di punta) sui 144 Mhz sempre utilizzando l'accoppiamento micro-auricolare! Il segnale in vhf giungeva a Prepotto dove il sottoscritto (i1 DGR) doveva ritrasmetterlo sui 145.800 Mhz a Trieste. c'era Dario i1DEW con alle spalle tutto il direttivo dell'Alpina delle Giulie per ascoltare quanto Mario Gherbaz aveva da comunicare ai dirigenti sociali. Mi ricordo che la stazione terminale era sormontata da un grande disegno tranlucido che mostrava, in sezione, la cavità dell' abisso Gortani diviso in tratte presidiate con telefono campale; per cui prima di parlare con il capo esploratore della squadra di punta bisognava passare per il telefono dei vari campi.La posizione dei vari campi era indicata nel disegno con una lampadina a 12 volt che, man mano che il collegamento "avanzava", rimaneva accesa in maniera intermittente; il tutto era azionato “automaticamente” da un operatore che agiva sui vari interruttori a levetta! Certamente ci voleva un po’ di scena ed infatti Enrico aveva intuito ciò che real-mente avvenne. La RAI, convocata in sede per riprendere l’evento, iniziò il suo servizio inquadrando appunto la stazione radio di IV3DEW mentre il giornalista nel preambolo diceva: “Collegamento radio eccezionale questo pomeriggio a Trieste fra la sede del CAI sezione grotte dell’Alpina delle Giulie e gli speleologi in fondo della grotta dell’abisso Gortani a –650 metri di profondità sul monte Canin….” Mentre la telecamera si concentrava sul tracciato della grotta veniva fatta sentire la voce di Mario Gherbaz che si trovava appunto a –650 metri. Il servizio fu mandato in onda dalla RAI sul circuito nazionale la sera stessa; non possedevo un videoregistratore e quindi posso solo descrivere quanto visto in TV. Concludo questa mia lunga dissertazione con una "chicca": credo che sia stata la prima volta che i voti dell'esame di maturità siano stati comunicati agli interessati via radio. Infatti due componenti la spedizione avevamo sostenuto l'esame di maturità poco prima di partire per l'abisso Gortani e non erano a conoscenza dell'esito; per cui mi avevano chiesto delle informazioni al riguardo. Ho mandato la mia ragazza che oggi è mia moglie a leggere nella bacheca del loro istituto l'esito dell'esame; quello rimandato a settembre se lo aspettava, mentre quello promosso ha cominciato (me lo ha riferito i1DLF) a saltare di contentezza per tutto il Col delle Erbe. Terminata la spedizione siamo andati loro incontro e c'è stata una "bevuta"; per ringraziarci del lavoro svolto i componenti della spedizione ci hanno offerto il "GRAN PAMPEL" ed intonato canti in nostro onore. Nel ritorno ho dato un passaggio ad un giovane componente la spedizione che rispondeva al nome di Picciola: quel Picciola che con Vianello ed il nostro Enrico Davanzo faranno QRT SK nei pressi del rifugio Gilberti due anni più tardi. Di Enrico, oltre quello che fece e realizzò, ci restano le immagini che lo riprendono sulla neve davanti alla sua tenda rossa ed in ginocchio davanti al suo RTX; è ritratto senza la barba! Ed il motivo di ciò me lo disse prima di partire per quella che divenne la sua ultima spedizione; lo incontrai alla fine di dicembre 1969 ed io avevo appena terminato il servizio militare. Trovandolo senza barba ne chiesi il motivo: mi disse che durante i lanci con il paracadute i suoi colleghi di corso gli promisero che, al conseguimento del brevetto di paracadutista, gli avrebbero tagliato la barba! Lui li prese in contropiede e se la tagliò da solo. Questa è un’altra “chicca” da serbare nei ricordi di un personaggio eclettico quale fu il nostro Enrico DAVANZO i1DVO.
Stazione relè Prepotto (TS)
Clicca sull’immagine per lo zoom
Stazione relè Prepotto (TS)
(Video) 7.1.1970 i primi soccorsi
QSL di Enrico Davanzo
Qui a fianco i file audio, per ascoltare clicca sopra!
Cartolina d'auguri inviata da Enrico all’amico Nino IV3DGR alcuni giorni prima della tragedia
(clicca sull’immagine per lo zoom)
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Ricordo del ponte radio di i1 DVO Ho letto con piacere e con una certa commozione, sul sito dell' ARI di Trieste,il ricordo di Enrico Davanzo i1DVO in occasione della cerimonia di intitolazione della Sezione ARI di Trieste con il suo nome. Memorabile fu quell'esperimento riuscito del collegamento fra il fondo dell'abisso Gortani con la sede dell'Alpina delle Giulie in piazza Unità d'Italia anche perchè mi sembra sia stato il primo transponder o "ponte" a dir si voglia messo in funzione sui 144 Mhz anche se non automatico! Infatti, se ben ricordo, la tratta era così composta: dal fondo della grotta, la squadra di punta comunicava con l'imboccatura sul Col delle Erbe tramite linea telefonica (normale filo elettrico a due capi). stazionava i1DLF (Franco De Luca) che traslava il segnale dall'auricolare della cornetta al microfono di un walkie talkie sui 27 Mhz. Sul Pic di Grubia era presente il nostro Enrico i1DVO che con l'altro walkie talkie provvedeva a trasferire la voce di Mario Gherbaz (il capo della squadra di punta) sui 144 Mhz sempre utilizzando l'accoppiamento micro-auricolare! Il segnale in vhf giungeva a Prepotto dove il sottoscritto (i1DGR) doveva ritrasmetterlo sui 145.800 Mhz a Trieste. c'era Dario i1DEW con alle spalle tutto il direttivo dell' Alpina delle Giulie per ascoltare quanto Mario Gherbaz aveva da comunicare ai dirigenti sociali. Mi ricordo che la stazione terminale era sormontata da un grande disegno tranlucido che mostrava, in sezione, la cavità dell' abisso Gortani diviso in tratte presidiate con telefono campale; per cui prima di parlare con il capo esploratore della squadra di punta bisognava passare per il telefono dei vari campi. La posizione dei vari campi era indicata nel disegno con una lampadina che man mano che il collegamento "avanzava" rimaneva accesa in modo da fare un di scena! Durante le prove si è appurato che dal Pic di Grubia si riusciva a comunicare direttamente con Trieste in 144 Mhz per cui la stazione transponder di Prepotto è stata tenuta di riserva, guadagnando così molto in qualità.Concludo questa mia lunga dissertazione con una "chicca": credo che sia stata la prima volta che i voti dell'esame di maturità siano stati comunicati agli interessati via radio. Infatti due componenti la spedizione avevamo sostenuto l'esame di maturità poco prima di partire per l'abisso Gortani e non erano a conoscenza dell' esito; per cui mi avevano chiesto delle informazioni al riguardo. Ho mandato la mia ragazza che oggi è mia moglie a leggere nella bacheca del loro istituto l'esito dell'esame; quello rimandato a settembre se lo aspettava, mentre quello promosso ha cominciato (me lo ha riferito i1DLF) a saltare di contentezza per tutto il Col delle Erbe. Terminata la spedizione siamo andati loro incontro e c'è stata una "bevuta"; per ringraziarci del lavoro svolto i componenti della spedizione ci hanno offerto il "GRAN PAMPEL" ed intonato canti in nostro onore. Nel ritorno ho dato un passaggio a Picciola quel Picciola che con Vianello ed il nostro Enrico Davanzo faranno QRT SK nei pressi del rifugio Gilberti due anni più tardi. Conservo con gelosia la foto della stazione di Prepotto, il promemoria di tutto il collegamento radio dattiloscritto da Enrico come pure la registrazione sonora di tutte le prove fatte. Mi scuso se sono stato oltremodo lungo nell'esposizione, ma guardando le foto ed ascoltando il nastro i ricordi riemergono specialmente se si sono vissuti in prima persona.
di Luigi IV3KAS
Alcuni mesi fà, ma credo più di “alcuni” Nino IV3DGR in occasione di un’assemblea in Sezione mi diede un CD con i suoi ricordi vissuti con con Enrico Davanzo I1DV, mi disse; Dagli un’occhiata al CD e poi vedi tu cosa fare! A mio parere è doveroso rendere pubblico quanto ho ricevuto da Nino, ma oltre tutto ci sonoi file audio che testimoniano i collegamenti tra il Canin e Trieste, e l’utimo collegamento radio. I collegamenti radio fatti a quei tempi erano importanti, non c’erano altri mezzi per chiedere eventualmente aiuto, da ricordare che la protezione civile non c’era ancora, ma quello di E. Davanzo certamente fu l’inizio. Grazie Nino IV3DGR per questa tuo racconto che certamente alle nuove leve farà conoscere di più chi era I1DVO Enrico.

Altri ricordi…

Memorie di vita vissuta a

fianco di Enrico DAVANZO i1DVO

di “Nino” IV3DGR
Lo conobbi… in "aria" durante un contest in vhf poi facemmo un QSO “de visu” in sezione e da nacque una collaborazione ed una disponibilità reciproca nel risolvere i problemi che il nostro hobby implicava. Portava una barba fluente tipica dei montanari ed anche il vestire rispecchiava il senso pratico della vita, mi spiego meglio, non era un tipo da "giacca e cravatta", era un tecnico a tutto tondo e le sue conoscenze e i suoi hobby spaziavano dalla radio all'edilizia passando dalla meccanica ed astronomia sconfinando nella speleologia alpinistica, il motociclismo, toccando il tiro a segno e l'ippica non facendosi mancare neppure un po' di paracadutismo. Quando era segretario di sezione organizzò una prova di emergenza radio; memore delle alluvioni di Firenze e del Trentino del novembre 1966 pensò di effettuare una prova di emergenza simulando un soccorso di uno speleologo in una grotta del Carso triestino. Mi ricordo che il piano era di verificare l'intervento di un medico via radio e di vedere le problematiche che questo fatto avesse comportato. Si usò una fraseologia compatibile con il nostro servizio di radioamatore onde evitare di ricevere contestazioni da parte degli organi di vigilanza ("...abbiamo rinvenuto nella grotta un vecchio apparecchio radio AR107 che presenta una valvola rotta......" " ....ditemi di che tipo di valvola si tratta che forse con un po' di nastro si può ripara-re...." ecc. ecc. ). Penso che questa sia stata una delle primissime prove per costituire in seguito il CER Corpo Emergenza Radioamatori che sfocerà nell'odierna Protezione Civile. Organizzò poi la 2°caccia alla volpe; questa volta, come "tana", si optò per il delta dell'Isonzo nella zona di Fossalon. Enrico mi fornì il TX alimentato da una batteria di auto con relativo vibratore per la conversione da 12 VCC in 220 AC; bisognava inviare dei segnali di tempo durante il minuto di trasmissione e pensò di fornirmi di un cucchiaio con cui battere il tempo sul microfono a carbone. Se non era preciso, quel cronometro era perlomeno originale! La tana era posizionata oltre un argine che costeggiava la strada ed era uno spasso vedere le antenne che andavano avanti ed indietro! Mi pare esista un filmato dell'allestimento di questa postazione radio ma non so che fine abbia fatto. Come ho detto prima, ad Enrico piaceva andare in moto e pertanto si costruì e fece omologare un'appendice con cui portarla al seguito quando andava in qualche spedizione speleologia fuori regione come quella in Alburno. L'appendice però aveva una particolarità nella forma del cassone; questa formava un rettangolo come tutte, più un triangolo, che estendeva il suo vertice fino al gancio di traino onde avere a disposizione un volume di carico maggiore. Era amante dei contest e a questo scopo prese in locazione un pezzo di terreno roccioso a Prepotto e ci costruì una torre a traliccio di 4 metri x 3 alta ben 8 metri. La cellula abitabile era sollevata da terra e vi si accedeva tramite una scala ed una botola sul pavimento; il tutto HM autocostruito! Per la rotazione del palo dell'antenna usava due pulegge, accoppiate con un cavo di acciaio a di cinghia di trasmissione e quella interna serviva pure da indicatore di direzione. Per vivere lavorava come tecnico pratico alle dipendenze di Margherita Hack presso l'Osservatorio Astronomico di Trieste; anzi ospitò nella sua torre a Prepotto il ricevitore e l'antenna costruiti dall' Osservatorio Astronomico per ricevere le emissioni radio del sole, in attesa del termine dei lavori del sito a Basovizza. L'antenna era una corner reflector fissa orientata a sud mentre ogni tanto veniva regolato il suo zenit a seconda della stagione affinché il sole passasse costantemente nel fuoco dove c'era una serie di dipoli collegati opportunamente con spezzoni di linea in aria. Il segnale radio emesso dal sole veniva registrato e poi i dati venivano confrontati con osservazioni analoghe, ma su altra frequenza, fatte in Olanda da un istituto analogo; ma questo esulava dalle sue competenze. Tuttavia fece un progetto di una antenna interferometrica realizzata nel sito d e l l ' O s s e r v a t o r i o Astronomico a Basovizza utilizzando due antenne a cortina distanti cento lambda collegate con un cavo coassiale a bassissime perdite.
Stazione relè Prepotto (TS)
Clicca sull’immagine per lo zoom
Stazione relè Prepotto (TS)
Era tenuto in atmosfera di gas (non mi ricordo quale) ed aveva tutta una apparecchiatura particolare per mantenerlo in pressione e connettori appositi (costava una cifra!). Alla base dei due plinti, in una stanza sotto terra, alloggiavano i convertitori e la stessa profondità nel terreno contribuiva a termostatare le delicate apparecchiature. Ha fatto anche una relazione su questa realizzazione che è stata pubblicata sul supplemento n°8 di OSSERVAZIONI SOLARI. Nei ritagli di tempo (quel poco che gli rimaneva) andava a cavallo; qui i miei ricordi sono un po’ annebbiati e sembra che frequentasse il maneggio per via della sua ragazza cui piaceva andare a cavallo e quindi, pur di rimanerle accanto, si mise a fare il cavallerizzo! Si iscrisse e frequentò pure un corso di paracadutismo (lui usava dire che "vado a fare un po' di piombi") e proprio le espressioni che usava lo rendevano estrema-mente simpatico, gioviale con la battuta pronta e, chi la subiva, non ne era minima-mente risentito. In quel periodo la sezione ARI era priva di sede e ci si ritrovava in una trattoria o bettola, a dir si voglia, per scambiare esperienze ed opinioni; mi ricordo che in una di queste "riunioni" era presente oltre che Enrico ed il sottoscritto, anche i1KOB con i1STN. Roberto STN aveva un problema con il suo TX autocostruito (in quel tempo l’autocostruzione era la norma): il problema era che quando andava in trasmissione sentiva la cuffia così calda che se non la toglieva subito le sue orecchie cominciavano a fumare! "… E che ho smontato e rimontato il tx per ben 7 volte!" si lamentava Roberto. Al chè Enrico serio ribatté subito:" Se te lo smontà 7 volte te gavarà sicuramente spanà tutte le vide" seguì una risata generale ed ancor oggi al ricordo di quell'episodio il mio viso si illumina di ilarità. Questo aneddoto per descrivere meglio il carattere di Enrico sempre pronto alla battuta scherzosa per stemperare la gravità del problema. Ad Enrico inoltre piaceva esplorare le cavità naturali sia in regione che fuori e fece alcune spedizioni in Campania (Monti Dell'Alburno che sono formazioni Carsiche denominate le Dolomiti campane); praticando questa attività si rese conto della necessità di dare in dotazione all'esploratore un sistema di comunicazione autonomo, non legato cioè al filo del telefono, possibilmente di minimo ingombro. Sviluppò così, da bravo radioamatore, un RTX inglobandolo nell'elmetto. Ma il progetto che ideò e portò a compimento e che ebbe molta risonanza anche a livello nazionale fu il collegamento in ponte-radio fra la sede di Trieste dell'Alpina delle Giulie e gli uomini della squadra di punta a -672 metri nell'abisso Michele Gortani su monte Canin. L'Alpina metteva a disposizione una volta al mese la sua sala riunioni all'ARI di Trieste affinché potesse svolgere le sue assemblee; era gioco forza quindi appoggiare il progetto ideato da un socio di ambedue le associazioni se non altro per dimostrare un senso di gratitudine nei loro confronti. La distanza non era enorme bensì l’orografia della tratta non era favorevole ad un collegamento diretto. Perciò Enrico pensò di utilizzare una o due stazioni ripetitrici. L’ingresso della grotta, sul Col delle Erbe era schermato verso sud ed allora Enrico si spostò sul Pic di Grubia, location molto favorevole per collegarsi con Prepotto in 144 Mhz. Per collegarsi con il Col delle Erbe, pensò di usare due walkie talkie da 1 W sui 27 Mhz. Il direttivo dell’Alpina delle Giulie avallò l’acquisto di questi radiotelefoni ed iniziarono le prove di distanza. Di sera, con due automobili, sul Carso triestino provammo la copertura a step di 2 km (1 a testa in verso opposto); le radio non erano sulla stessa frequenza e dopo 2 km già il collegamento risultava difficile per cui una fu sostituita. Stavamo violando le regole trasmettendo su frequenze non assegnate! La CB non era così sviluppata per cui riuscimmo nel collaudo senza alcuna contestazione. La spedizione ebbe inizio e nel mentre gli speleologi armavano la discesa ed i campi intermedi, Enrico cominciava le prove con me e con Dario i1DEW sui 144 Mhz Si riusciva a ritrasmettere il segnale di Enrico 800 khz più in alto senza tanti problemi di intermodulazione e saturazione anche perché le antenne di ricezione e trasmissione erano schermate dalla casa che ci ospitava. (La torre non esisteva più perché ad Enrico era scaduto il contratto di locazione). I problemi erano dettati più dalla intelligibilità che dalla intensità dei segnali; il soffio era preponderante e ad ogni passaggio di conversione questo aumentava. Cio nonostante la comprensibilità era accettabile. Si provò anche il collegamento con uno dei campi interni e si fecero delle registrazioni di tutte le prove. La fortuna ci diede una mano (“audax fortuna iuvat” dicevano i latini): Enrico veniva ricevuto molto bene da i1DEW per cui la i1DGR a Prepotto venne tenuta di riserva per ogni evenienza (leggi temporali improvvisi). Fu, da un lato, un bene poiché potei concentrarmi sulla registrazione di tutto il ponte-radio. Il giorno 27 luglio alle 14 iniziano le operazioni vere e proprie di collegamento dal fondo della grotta, la squadra di punta comunicava con l'imboccatura sul Col delle Erbe tramite linea telefonica (normale filo elettrico a due capi). stazionava i1DLF (Franco De Luca) che traslava il segnale dall'auricolare della cornetta al microfono di un walkie talkie sui 27 Mhz. Sul Pic di Grubia era presente il nostro Enrico i1DVO che con l'altro walkie talkie provvedeva a trasferire la voce di Mario Gherbaz (il capo della squadra di punta) sui 144 Mhz sempre utilizzando l'accoppiamento micro-auricolare! Il segnale in vhf giungeva a Prepotto dove il sottoscritto (i1 DGR) doveva ritrasmetterlo sui 145.800 Mhz a Trieste. c'era Dario i1DEW con alle spalle tutto il direttivo dell'Alpina delle Giulie per ascoltare quanto Mario Gherbaz aveva da comunicare ai dirigenti sociali. Mi ricordo che la stazione terminale era sormontata da un grande disegno tranlucido che mostrava, in sezione, la cavità dell' abisso Gortani diviso in tratte presidiate con telefono campale; per cui prima di parlare con il capo esploratore della squadra di punta bisognava passare per il telefono dei vari campi.La posizione dei vari campi era indicata nel disegno con una lampadina a 12 volt che, man mano che il collegamento "avanzava", rimaneva accesa in maniera intermittente; il tutto era azionato “automaticamente” da un operatore che agiva sui vari interruttori a levetta! Certamente ci voleva un po’ di scena ed infatti Enrico aveva intuito ciò che real-mente avvenne. La RAI, convocata in sede per riprendere l’evento, iniziò il suo servizio inquadrando appunto la stazione radio di IV3DEW mentre il giornalista nel preambolo diceva: “Collegamento radio eccezionale questo pomeriggio a Trieste fra la sede del CAI sezione grotte dell’Alpina delle Giulie e gli speleologi in fondo della grotta dell’abisso Gortani a –650 metri di profondità sul monte Canin….” Mentre la telecamera si concentrava sul tracciato della grotta veniva fatta sentire la voce di Mario Gherbaz che si trovava appunto a –650 metri. Il servizio fu mandato in onda dalla RAI sul circuito nazionale la sera stessa; non possedevo un videoregistratore e quindi posso solo descrivere quanto visto in TV. Concludo questa mia lunga dissertazione con una "chicca": credo che sia stata la prima volta che i voti dell'esame di maturità siano stati comunicati agli interessati via radio. Infatti due componenti la spedizione avevamo sostenuto l'esame di maturità poco prima di partire per l'abisso Gortani e non erano a conoscenza dell'esito; per cui mi avevano chiesto delle informazioni al riguardo. Ho mandato la mia ragazza che oggi è mia moglie a leggere nella bacheca del loro istituto l'esito dell'esame; quello rimandato a settembre se lo aspettava, mentre quello promosso ha cominciato (me lo ha riferito i1DLF) a saltare di contentezza per tutto il Col delle Erbe. Terminata la spedizione siamo andati loro incontro e c'è stata una "bevuta"; per ringraziarci del lavoro svolto i componenti della spedizione ci hanno offerto il "GRAN PAMPEL" ed intonato canti in nostro onore. Nel ritorno ho dato un passaggio ad un giovane componente la spedizione che rispondeva al nome di Picciola: quel Picciola che con Vianello ed il nostro Enrico Davanzo faranno QRT SK nei pressi del rifugio Gilberti due anni più tardi. Di Enrico, oltre quello che fece e realizzò, ci restano le immagini che lo riprendono sulla neve davanti alla sua tenda rossa ed in ginocchio davanti al suo RTX; è ritratto senza la barba! Ed il motivo di ciò me lo disse prima di partire per quella che divenne la sua ultima spedizione; lo incontrai alla fine di dicembre 1969 ed io avevo appena terminato il servizio militare. Trovandolo senza barba ne chiesi il motivo: mi disse che durante i lanci con il paracadute i suoi colleghi di corso gli promisero che, al conseguimento del brevetto di paracadutista, gli avrebbero tagliato la barba! Lui li prese in contropiede e se la tagliò da solo. Questa è un’altra “chicca” da serbare nei ricordi di un personaggio eclettico quale fu il nostro Enrico DAVANZO i1DVO.
QSL di Enrico Davanzo
(Video) 7.1.1970 i primi soccorsi
Qui sotto i file audio, per ascoltare clicca sopra!
Cartolina d'auguri inviata da Enrico all’amico Nino IV3DGR alcuni giorni prima della tragedia.
(clicca sull’immagine per lo zoom)
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