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Verso l'archiviazione l'inchiesta partita
dalla denuncia dei residenti di uno stabile di via Sambo 1, "sede" di un'antenna
Elettrosmog? E' solo suggestione
Secondo i periti, i malesseri sono
causati da una reazione psicologica a uno stato d'ansia
Reazioni psicologiche, ansia, paura, fenomeni di suggestione. C'è questo dietro l'avversione ai telefonini e alle stazioni radiobase che sorgono con sempre maggiore frequenza sui tetti di tante case della nostra città. Non c'è nulla di fisico, misurabile con strumenti o con statistiche mediche, almeno nel caso di via Sambo 1, uno stabile di Montebello sa cui si è concentrata per mesi e mesi l'attenzione investigativa della procura della Repubblica. E' una vicenda che farà storia, una sorta di causa-pilota non solo per Trieste ma anche a livello nazionale. Tutto è iniziato nel dicembre 1999 quando una decina di famiglie si è rivolta alla. magistratura con l'assistenza del Codacons, una delle associazioni che tutelano i diritti dei cittadini. Sul tetto dello stabile di via Sambo era stata costruita, senza il consenso degli abitanti, un'antenna alta una ventina
di metri. Svariate famiglie volevano far chiarezza. Volevano capire se la legge era stata rispettata dal momento che avevano iniziato ad avvertire strane nausee, immotivati stati d'ansia, cefalee devastanti, insonnie ripetute. Chi era già ammalato prima della posa dell'antenna denunciava un'accentuazione dei sintomi e un aggravamento delle condizioni generali di salute. Nell'esposto venivano citate anche alcune «crepe nei muri» e il decesso improvviso di due criceti, nonchè l'aggravamento della cardiopatia di un cane. Il pm Luca Fadda, il magistrato titolare di questa indagine, non ha lasciato nulla di intentato per venire a capo del problema. Per capire se le emissioni elettromagnetiche dell'antenna della Ericsson mettessero in pericolo la salute degli abitanti, ha convocato medici del lavoro, ingegneri, tecnici elettronici, funzionari di aziende sanitarie e rappresentanti di associazioni di categoria. Il Professor Ferdinando Gobbato, già direttore dell'Istituto di medicina del lavoro, ha lavorato a tutto campo. Le misure hanno confermato che l'antenna rispetta tutti i limiti di emissione elettromagnetica imposti dalla legge italiana, una delle più severe a livello europeo. I valori sono stati confermati dalle misure effettuate dal professor Franco Calligaris. Inoltre a livello di sperimentazione è emerso "che per gli inquilini è estremamente improbabile l'esistenza di una pericolosità dell'impianto della Ericsson". Altrettanto hanno detto le ricerche già svolte dall'Organizzazione mondiale della sanità su analoghi impianti. Ma tra gli inquilini i malesseri sono continuati, assieme agli stati d'ansia con reazioni psicologiche sia a carattere individuale che di gruppo. Secondo il professor Gobbato questi sono fenomeni tutt'altro che rari che vengono alimentati da una informazione sovente scorretta. I profeti di sventure, le Cassandre, trovano anche nel 2000 sempre qualcuno disposto ad ascoltarli e a credere alle loro parole. Reazioni psicologiche di gruppo, suggestione. Chi ne è vittima soffre veramente, sta male, non riesce a sostenere l'impatto dell'ansia e della paura. L'inchiesta penale sta per essere chiusa con l'archiviazione, ma il problema almeno a livello psicologico permane.Claudio Ernè
Da "Il Piccolo" del 9 agosto 2000
che cos'è l'elettrosmog e perchè i radioamatori non inquinano
Ultimo aggiornamento
19 gennaio 2004
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